Zakharova su Crosetto e Fedorov: “Bin Laden sarebbe stato un ottimo consigliere”
Nuove tensioni tra Mosca e il governo italiano. L’offerta di un incarico come consulente, lanciata dal ministro della Difesa Guido Crosetto all’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov, silurato dal presidente Zelensky nell’ambito del suo ultimo rimpasto di governo, ha irritato i vertici russi.
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, non nuova a reazioni contro le più alte cariche politiche italiane, dal presidente Sergio Mattarella – inserito lo scorso anno nella lista nera di Mosca -, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fino al ministro degli Esteri Antonio Tajani, non ha risparmiato questa volta neanche il responsabile della Difesa italiana: “Non c’era nessuno di valido in Italia che potesse consigliarlo?”, ha replicato su Telegram la portavoce russa entrando a gamba tesa nel dibattito, lanciando poi l’affondo: “È un peccato che Osama bin Laden non abbia vissuto abbastanza a lungo per vederlo: sarebbe stato un eccellente consigliere per il governo italiano”.
Un attacco verbale che riflette le tensioni diplomatiche fra i due Paesi legate alle posizioni assunte dal governo italiano a sostegno dell’Ucraina e allo stesso Fedorov. Nell’intervista a Repubblica Crosetto ha spiegato di aver fatto la proposta a Fedorov il giorno dopo la sua destituzione e di avergli detto le seguenti parole: “Quando vuoi venire a Roma a collaborare con me come advisor?”. L’ex ministro “commosso” – ha spiegato l’esponente di Fratelli d’Italia – ha capito che l’offerta era “una dimostrazione di stima e amicizia“. Crosetto ha poi definito Fedorov un “innovatore”, perché “è uno di quelli che ha stravolto completamente le regole del gioco nel campo di battaglia, consentendo all’Ucraina prima di resistere e poi di passare all’iniziativa”. “Gli stessi problemi che ha affrontato lui in Ucraina li abbiamo noi in Italia, in Germania, in Francia – ha chiuso Crosetto -: c’è una resistenza al cambiamento e c’è chi guarda avanti e ha capito che l’innovazione arriva a una velocità spaventosa. Il mondo militare è abituato a fare programmi, come minimo, decennali, adesso qualsiasi arma progettata oggi rischia di essere già obsoleta tra sei mesi”.
Kiev al momento non commenta, in attesa che la tempesta provocata dalla decisione di silurare il suo ministro della Difesa si dissolva e si silenzi la piazza dei sostenitori di Fedorov. Zelensky si concentra invece sugli sviluppi sul terreno, dove tra raid incrociati anche oggi almeno sedici persone hanno perso la vita in attacchi che hanno colpito diverse località in Ucraina e Russia, segnando la quinta estate di un conflitto durante il quale entrambi i Paesi hanno intensificato le operazioni a lungo raggio, provocando un crescente numero di vittime civili.
Un contesto esplosivo colto anche dal presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev, che in un raro commento espresso di persona a Vladimir Putin, ha auspicato che i combattimenti in Ucraina “cessino” e che il conflitto venga “congelato”. “Come uscire da questa situazione? Nessuno lo sa, perché ci sono le posizioni di entrambe le parti. Ma, d’altra parte, c’è un momento e una possibilità per congelare tutto questo”, ha detto Tokayev al leader russo in occasione di un vertice russo-kazako tenutosi a Omsk, in Siberia, aggiungendo: “È un peccato, stanno morendo dei giovani… Tutto questo deve finire”. Proposta bocciata dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo cui, data la posizione di Kiev, “è impossibile congelare il conflitto”.
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