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We build: risultati piano 2023-2025 ben oltre gli obiettivi

Il Consiglio di Amministrazione di Webuild ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, oltre ad aver esaminato i dati consolidati adjusted. Il 2025 segna la conclusione del Piano industriale 2023-2025 “Roadmap al 2025 – The Future is Now”, con risultati conseguiti ben oltre i target prefissati. Tali risultati assumono particolare rilevanza in un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da instabilità geopolitica, inflazione e volatilità dei prezzi energetici, dimostrando la resilienza del modello industriale del Gruppo. Forte della propria dimensione, della solidità finanziaria, del portafoglio ordini, delle competenze e capacità ingegneristiche, del track record e di una comprovata capacità di execution, il Gruppo si trova oggi in una posizione privilegiata per avviare una nuova fase di consolidamento, con un focus sulla generazione di cassa e sulla creazione di valore nel medio-lungo periodo.

Nel 2025 i ricavi consolidati raggiungono 13.569 milioni di euro, registrando un aumento di 1.779 milioni, pari al 15%, rispetto al 2024. La crescita è trainata dai principali progetti in Italia, tra cui l’Alta Velocità/Alta Capacità Milano-Genova, Verona-Padova, Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina, oltre che da importanti cantieri in Australia, come Snowy Hydro 2.0, SSTOM Sydney Metro e North East Link di Melbourne, e in Arabia Saudita, tra cui Trojena Dams e Diriyah Square. Oltre il 90% dei ricavi del 2025 proviene da mercati a basso profilo di rischio, a conferma della strategia di de-risking e del rafforzamento della leadership del Gruppo nei Paesi core, tra cui Europa, Australia, Stati Uniti e Medio Oriente. L’EBITDA si attesta a 1.164 milioni di euro, in aumento di 180 milioni rispetto al 2024, pari a una crescita del 18%, con un margine EBITDA in miglioramento all’8,6% rispetto all’8,3% dell’anno precedente. L’EBIT adjusted raggiunge invece 705 milioni di euro, con un EBIT margin del 5,2%, registrando un incremento di 111 milioni rispetto al 2024.

I risultati del 2025 confermano il superamento degli obiettivi fissati dal Piano industriale. I ricavi si attestano a circa 13,6 miliardi, in aumento del 15% rispetto al 2024 e con una crescita annua del 19% dal 2022, superiore al target del Piano fissato al 10%. L’EBITDA raggiunge circa 1,2 miliardi, superando ampiamente il target previsto dal Piano, compreso tra 990 milioni e 1,05 miliardi, mentre il margine EBITDA sale all’8,6% rispetto al 7,2% registrato nel 2022. Il miglioramento delle performance è stato favorito da un approccio più selettivo alle gare, dalla razionalizzazione della base costi con risparmi cumulati per circa 200 milioni, dall’introduzione di nuovi modelli di contract management, dall’incremento di formule contrattuali collaborative con i clienti e dalla riorganizzazione delle controllate. Nel periodo 2023-2025 il Gruppo ha inoltre rafforzato significativamente la propria struttura finanziaria, riducendo la leva lorda a 2,6 volte rispetto alle 4,5 volte del 2022 e mantenendo una solida posizione di cassa netta positiva, nonostante investimenti complessivi per 2,5 miliardi destinati a sostenere la crescita futura. Il rafforzamento del profilo finanziario e di business del Gruppo è stato riconosciuto anche dalle principali agenzie di rating, con un upgrade complessivo di due notch che ha portato il rating a BB+.

La posizione finanziaria netta delle attività continuative risulta positiva per il quinto anno consecutivo e si attesta a 363 milioni di euro al 31 dicembre 2025, rispetto ai 1.445 milioni registrati nel 2024. L’indebitamento lordo ammonta a 3.068 milioni, con un rapporto tra indebitamento lordo ed EBITDA pari a 2,6 volte, in miglioramento rispetto a circa 3 volte nel 2024. Il Gruppo dispone inoltre di liquidità per complessivi 2.445 milioni di euro. La gestione finanziaria netta evidenzia oneri netti per circa 223 milioni, che comprendono oneri finanziari per 276 milioni, proventi finanziari per 126 milioni e un risultato negativo della gestione valutaria pari a 73 milioni. Gli oneri finanziari registrano una riduzione rispetto all’anno precedente grazie al minor indebitamento medio delle linee corporate e al minor costo del debito a tasso variabile, mentre la diminuzione dei proventi finanziari è principalmente legata alla riduzione dei saldi medi dei depositi fruttiferi utilizzati per finanziare gli investimenti e sostenere la crescita delle attività industriali.

Nel 2025 il portafoglio ordini totale del Gruppo raggiunge 58,4 miliardi di euro, di cui 50,9 miliardi relativi alle attività di construction e 7,5 miliardi riferiti a concessions e operation & maintenance. Il backlog construction si conferma tra i più elevati rispetto ai principali operatori europei del settore e oltre il 95% dei progetti inclusi nel portafoglio contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. In termini geografici, il portafoglio ordini è prevalentemente distribuito tra Italia, Europa, Australia, Stati Uniti e Arabia Saudita, che rappresentano circa il 90% del backlog construction. Nel 2025 i nuovi ordini acquisiti, comprensivi dei variation orders, ammontano a 13,2 miliardi di euro, oltre il 90% dei quali è stato acquisito in geografie chiave con basso profilo di rischio. La pipeline commerciale di breve termine del Gruppo ammonta a 91,1 miliardi e comprende gare presentate e in attesa di aggiudicazione per 19,1 miliardi e gare in fase di preparazione per 8,8 miliardi.

Il Gruppo continua inoltre a monitorare con attenzione le opportunità presenti nei mercati strategici, dove gode di un forte posizionamento competitivo. Il contesto internazionale apre opportunità significative per gli investimenti infrastrutturali. In Europa i piani nazionali, come il fondo infrastrutturale tedesco, insieme alle nuove politiche della NATO, sostengono una domanda strutturale di infrastrutture strategiche. In Italia, oltre agli interventi previsti dal PNRR, proseguono programmi pluriennali dedicati allo sviluppo dei trasporti, delle reti idriche e delle infrastrutture energetiche, in particolare nel settore idroelettrico. Anche Nord America, Australia e Arabia Saudita offrono prospettive di crescita grazie alla presenza di importanti programmi pubblici di investimento, al crescente ricorso ai modelli di partenariato pubblico-privato, allo sviluppo del settore energetico e alla realizzazione di grandi eventi internazionali che richiedono infrastrutture moderne ed efficienti.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato la rendicontazione consolidata di sostenibilità al 31 dicembre 2025, redatta in conformità con il Decreto Legislativo 125 del 6 settembre 2024, che recepisce la Direttiva europea 2022/2464/UE, nota come Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Nel corso del 2025 il Gruppo ha registrato progressi significativi lungo il proprio percorso ESG, ottenendo risultati concreti e numerosi riconoscimenti internazionali che ne rafforzano la credibilità e la reputazione. Webuild è entrata nella A-List del CDP Climate Change 2025, ottenendo il rating “A”, il massimo riconoscimento assegnato dall’organizzazione, e posizionandosi tra il 4% delle oltre 24.800 aziende valutate a livello globale. Il Gruppo è stato inoltre incluso nella A-List del Supplier Engagement Assessment del CDP, ottenendo il punteggio massimo nel sistema di valutazione dedicato alla gestione dei cambiamenti climatici lungo la catena del valore.

Sono stati ampiamente raggiunti tutti gli obiettivi prefissati in ambito ESG. In particolare, Webuild ha superato il target previsto per la riduzione dell’intensità delle emissioni di gas serra relative agli Scope 1 e 2, registrando alla fine del 2025 una diminuzione del 33% rispetto alla baseline del 2022, a fronte di un obiettivo fissato al 10%. Anche gli investimenti in progetti innovativi ad alto potenziale e in tecnologie pulite hanno superato le previsioni, raggiungendo 586 milioni di euro rispetto ai 430 milioni inizialmente previsti. La percentuale di donne del Gruppo che hanno assunto ruoli manageriali nel biennio è aumentata del 27% rispetto alla baseline del 2023, superando il target al 2025 fissato al 20%. Allo stesso tempo il tasso di infortuni, misurato attraverso il Lost Time Injury Frequency Rate, ha registrato nel 2025 una riduzione del 20% rispetto alla baseline del 2022, conseguendo un risultato ampiamente superiore al target fissato al 6%.

A questi risultati si affiancano ulteriori riconoscimenti ottenuti dal Gruppo in ambito ESG. Webuild ha infatti confermato il rating “Gold” di EcoVadis, che la colloca tra le aziende più sostenibili per le pratiche ambientali, sociali e di governance nel settore delle infrastrutture. Il Gruppo ha inoltre ottenuto un rating “AA” da MSCI ESG Ratings e una valutazione “B – livello Prime” da ISS-ESG, oltre all’inclusione nel MIB ESG Index di Borsa Italiana.

Nel triennio sono state inoltre completate e consegnate importanti opere infrastrutturali, tra cui la Linea 4 della Metropolitana di Milano, la Linea 3 della Metropolitana di Riyadh, la Grand Ethiopian Renaissance Dam, il più grande progetto idroelettrico mai realizzato in Africa, il lotto 2 del Sistema Riachuelo in Argentina, il più grande progetto di depurazione delle acque reflue dell’America Latina, e l’Unionport Bridge negli Stati Uniti. Parallelamente il Gruppo ha continuato a rafforzare gli standard di salute e sicurezza sul lavoro e ha investito significativamente nel capitale umano, con oltre 13.000 assunzioni medie annue e più di 3 milioni di ore di formazione realizzate tra il 2023 e il 2025.


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