“Voglio tornare negli anni ’90”, quanto dovevi spendere per un Game Boy nel 1995?
Parlare del Game Boy oggi significa evocare ricordi di un’epoca in cui il gaming portatile muoveva i primi passi verso la conquista del grande pubblico. Ma quanto costava davvero questa iconica console grigia nel 1995, nel pieno del suo ciclo vitale sul mercato italiano?
Il prezzo del Game Boy a metà anni ’90

Nel 1995, a cinque anni dal suo debutto italiano, il Game Boy oscillava tra le 150.000 e le 159.000 lire, una cifra sostanzialmente invariata rispetto al lancio. Per contestualizzare, parliamo di circa 77-82 euro se convertiti direttamente, ma il potere di acquisto dell’epoca rendeva questa somma più significativa di quanto possa sembrare oggi.
Un lancio che fece storia
La storia della console portatile di Nintendo in Italia iniziò nel settembre del 1990, quanto Mattel, distributore ufficiale della casa di Kyoto nel nostro Paese, presentò la console al SIM HI-FI IVES di Milano. Il bundle di lancio comprendeva la console e Tetris al prezzo di 149.000 lire, una cifra che la rivista specializzata K defini “abbordabile” nell’edizione del novembre 1990, indicandola come uno dei regali natalizi più richiesti in assoluto.
La strategia vincente di Nintendo
Quello che rese il Game Boy un successo planetario fu proprio la filosofia di prezzo adottata da Nintendo. Rispetto al principale concorrente dell’epoca, l’Atari Lynx lanciato in Italia a ben 349.000 lire, la console di Big N costava circa un terzo. Anche il successivo Sega Game Gear non riusci a scalfire il dominio della portatile Nintendo, che aveva puntato su una tecnologia “obsoleta” ma affidabile con schermo monocromatico invece che a colori.
Il costo dei giochi e l’ecosistema

Acquistare un Game Boy nel 1995 significava anche entrare in un ecosistema ludico già collaudato e maturo. I giochi avevano un prezzo standard di 50.000 lire al lancio, cifra contenuta se paragonata ai titoli per console casalinghe che potevano sfiorare le 280.000 lire. Al momento del debutto italiano erano disponibili sei titoli oltre a Tetris: Solar Striker, Golf, Super Mario Land, Tennis, Qix e Alleyway.
Un pubblico ben definito
Nintendo aveva individuato con precisione il suo target di riferimento: bambini tra i 7 e i 9 anni che scoprivano il gaming con passione, anche attraverso titoli considerati “obsoleti” per l’epoca. Questa strategia giustificava un prezzo accessibile e una tecnologia meno avanzata ma più economica rispetto alla concorrenza, permettendo al Game Boy di conquistare milioni di giovani giocatori in tutto il mondo e di rimanere competitivo sul mercato per anni, fino all’arrivo del Game Boy Pocket nel 1996 e del Game Boy Color nel 1998.
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