Vita senza pasta? Per oltre 9 italiani su 10 sarebbe più povera di cultura
25 ottobre 2026 – ore 14:30 – Si celebra oggi la 28ª edizione del World Pasta Day, promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation (IPO), e i dati diffusi il 21 ottobre a Roma confermano l’Italia al primo posto al mondo per produzione, esportazione e consumo di pasta. Nel 2025 i pastifici italiani hanno prodotto circa 4,2 milioni di tonnellate (+0,8% sul 2024), davanti a Turchia (2,04 milioni), Stati Uniti (2 milioni) ed Egitto (1,5 milioni), su una produzione mondiale che ha raggiunto i 17,3 milioni di tonnellate. Gli italiani restano i maggiori consumatori, con 23,1 chili a testa all’anno, davanti a Tunisia (18,8 chili), Ungheria (17,1) e Germania (16,8). L’export ha raggiunto nel 2025 le 2.456.940 tonnellate (+2,1% sul 2024) per un valore di 3,969 miliardi di euro, pari al 48,3% del commercio mondiale di pasta e al 5,4% dell’export agroalimentare italiano, e nel primo semestre del 2026 è cresciuto del 2,7% in volume rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 1.224.477 a 1.257.234 tonnellate.
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato il 21 ottobre, nel messaggio per la 28ª edizione, l’istituzione della Giornata della Pasta Italiana nel Mondo, con iniziative che saranno organizzate ogni anno da ambasciate e consolati e che quest’anno viene celebrata in contemporanea con il World Pasta Day. Nella presentazione di Roma i pastai di Unione Italiana Food hanno comunicato la nascita di un manifesto programmatico in dieci punti, che indica tra le priorità una filiera più competitiva, il sostegno all’export e gli investimenti su giovani e innovazione. La filiera estesa della pasta, che comprende la coltivazione del frumento duro, l’industria molitoria e la trasformazione, ha raggiunto nel 2025 un fatturato di 13,5 miliardi di euro e un valore aggiunto di 3 miliardi, secondo lo studio Valore Pasta realizzato da The European House – Ambrosetti (Teha Group) per Unione Italiana Food. In provincia di Trieste, a Muggia, c’è lo stabilimento ex Pasta Zara rilevato da Barilla nell’ottobre 2020, che all’epoca dell’acquisizione veniva indicato tra i più grandi pastifici al mondo. Una ricerca di AstraRicerche su 1.005 italiani tra i 18 e i 70 anni, commissionata da Unione Italiana Food, rileva che il 93,5% associa a una vita senza pasta almeno un’immagine di impoverimento culturale e che per il 52,5% mancherebbe soprattutto il senso di appartenenza alla tradizione italiana. Il pranzo della domenica è l’occasione più indicata per consumarla in famiglia (54,4%). Secondo il rapporto Valore Pasta, pasta, pane e cereali pesano per il 16% sulla spesa media mensile delle famiglie, pari a 83 euro su 533, e sono la seconda voce dopo carne e salumi (22%).
Il Friuli Venezia Giulia rientra nell’area Nord-est dell’indagine Nielsen elaborata da Unione Italiana Food e diffusa nel dicembre 2023, insieme a Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna: in tutte le aree gli spaghetti risultano il formato più venduto e le penne il secondo, e le due categorie, comprese le varianti come spaghettini e mezze penne, rappresentano insieme il 78% della pasta venduta in Italia. Dal terzo posto emergono le preferenze territoriali, che nel Nord-est vedono i fusilli, la pasta corta e la pasta per brodi e minestre. Tra i dati diffusi da Glovo per l’occasione, i prodotti di pasta ordinati negli ultimi dodici mesi hanno superato i due milioni (+15% sull’anno precedente), con gli spaghetti alla carbonara al primo posto tra i piatti e la pasta all’assassina, specialità barese, in crescita del 185% negli ordini. Il Guinness World Records registra invece come filo di pasta più lungo quello da 3.776 metri, interamente cotto, realizzato da Lawson Inc. a Tokyo il 20 ottobre 2010, e come sfoglia più lunga stesa in un minuto da una singola persona quella da 2,03 metri di Samuel Tan, ottenuta a Singapore l’8 ottobre 2020. Quest’anno, per la prima volta, il World Pasta Day arriva a Parma e diventa una World Pasta Week, promossa da Unione Italiana Food e IPO, che si concluderà il 27 e 28 ottobre all’interno di Cibus Tec.
Articolo di Francesco Antonucci




