‘Ndrangheta nel basso Ionio Catanzarese. La Cedu: «Ricevibile il ricorso di Chiefari sulle e-mail criptate»
La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha ritenuto ricevibile il ricorso presentato da Nicola Chiefari condannato in via definitiva nell’ambito dell’inchiesta “Molo 13”, sugli affari illeciti della cosca Gallace.
Al centro dell’iniziativa, affidata agli avvocati Cinzia Scotto, Salvatore Staiano e Vincenzo Cicino, ci sono soprattutto la legittimità dell’acquisizione e dell’utilizzo delle comunicazioni criptate Pgp e le garanzie riconosciute alla difesa nella verifica del materiale informatico.
Il ricorso contesta le modalità con cui le autorità olandesi hanno acquisito e trasmesso agli inquirenti italiani una vasta mole di comunicazioni elettroniche. Secondo la ricostruzione difensiva, a fronte di una richiesta inizialmente circoscritta a sette account, sarebbero state trasferite oltre 95mila email riconducibili a più di 1.500 indirizzi. La difesa solleva dubbi sulla proporzionalità dell’acquisizione e sulle garanzie giurisdizionali adottate, richiamando anche il ruolo del Costa Rica, dove si trovava il server originario, e la mancata autorizzazione formale di quel Paese alla consegna dei dati all’Italia.
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