Vibo, acque agitate nell’M5S: Domenico Santoro, sospeso, accusa il deputato Tucci
L’ex candidato sindaco di Vibo ed ex capogruppo dell’M5S, Domenico Santoro, recentemente sospeso per sei mesi dal partito, attacca il deputato pentastellato Riccardo Tucci tacciandolo di atteggiamento autoritario e non incline alla democrazia. E sulla sua sanzione disciplinare spiega: “Sospeso per aver sponsorizzato Romeo prima di Tucci alle ultime elezioni comunali”
VIBO VALENTIA – E’ un durissimo atto d’accusa quello lanciato da Domenico Santoro, ex candidato sindaco di Vibo dell’M5S nel 2019 e successivamente capogruppo del Movimento in consiglio comunale, verso gli attuali vertici locali del partito guidato da Giuseppe Conte, a partire dal deputato Riccardo Tucci, che taccia di atteggiamento autoritario. Ed è proprio al leader nazionale che l’interessato si rivolge a seguito della decisione subita di sospensione di sei mesi che imputa al fatto di aver sponsorizzato, alle passate elezioni comunali, Enzo Romeo prima del parlamentare vibonese.
“NELL’M5S DI VIBO NON VIGE L DEMOCRAZIA”
Una decisione che Santoro afferma di accettare “con sottomissione da parte dei probiviri e scaturita per aver sponsorizzato il sindaco Romeo, prima dell’on. Tucci, per suggerimento di Conte stesso poiché Romeo è senza macchia”, racconta confermando tuttavia l’intenzione di restare all’interno della galassia pentastellata pur non potendo tuttavia “tacere che a Vibo Valentia nel Movimento 5 Stelle non vige la democrazia e che la questa situazione, fino ad ora, la città la disconosce del tutto”.
E di Tucci, l’ex candidato sindaco denuncia l’atteggiamento di padre padrone del partito e riferisce, al riguardo, la circostanza della scelta degli assessori in quota 5 Stelle: “L’onorevole Tucci nel corso dell’assemblea aveva esplicitato, alla presenza di Pisani, Minasi, Aiello, e di circa altri 30 attivisti, che le decisioni più importanti le prendeva lui dimostrando una totale assenza di democrazia. Atteggiamento che il responsabile del Gruppo territoriale, Michele Furci, e della promanazione, provinciale, Luisa Santoro, quest’ultima poi nominata assessore, avevano accettato supinamente”.
Pertanto, alla luce di quanto esposto, Domenico Santoro si è rivolto al presidente Giuseppe Conte chiedendo di “ribaltare la situazione e invitare Riccardo Tucci, Luisa Santoro e Michele Furci, ad un passo indietro”.
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