Via Resia, la Procura indaga per omicidio stradale – Cronaca
BOLZANO. C’è un indagato per omicidio stradale dopo la morte di Gianpiero Costagli. È un 20enne albanese residente a Laives nonché conducente dell’auto che venerdì scorso ha centrato in pieno lo scooter dell’imprenditore bolzanino in via Resia, poco prima del ponte. Una manovra inspiegabile quella del giovane dal momento che lo stesso è risultato negativo a droga e alcol. Forse una distrazione: con lui erano a bordo tre coetanei, due ragazzi e una ragazza che abitano in via Milano. Erano le 21.40 quando, a bordo di una Fiat Punto rossa, il ragazzo ha “tagliato” in due via Resia (cento metri dopo l’incrocio con via Ortles) invadendo la corsia opposta e provocando lo scontro frontale in contromano.
Impossibile per il 61enne – che proveniva dall’Arginale e stava tornando nella sua casa di via Giulini – anche solo tentare di evitare l’impatto. Gianpiero Costagli è stato sbalzato dal motorino per una decina di metri ed è deceduto domenica all’ospedale di Bolzano dopo due giorni d’agonia. Chi indaga – il Nucleo infortunistica della Polizia Municipale – ha eseguito i rilievi metrici e fotografici per cristallizzare la dinamica. In queste ore il comando di via Galilei redigerà una relazione che verrà trasmessa alla Procura della Repubblica per l’apertura formale del fascicolo d’indagine.
Ricevuto il rapporto, il pubblico ministero (che in questo caso è Axel Bisignano) dovrebbe disporre l’iscrizione del conducente nel registro degli indagati per avviare gli accertamenti. Omicidio stradale è l’ipotesi di reato: il conducente rischierebbe dai 2 ai 7 anni di pena.
Il ricordo
Gianpiero Costagli, residente a Prati di Gries con la moglie Sabina e il figlio Simone, gestiva un’impresa di verniciatura in città ed era molto conosciuto nel settore. Lo ricorda l’ex collega e amico Vito Pinto con il quale ha lavorato per 17 anni: «Gianpiero per me è stato come un padre e un vero maestro di vita – dice -. Lo conobbi vent’anni fa dopo un brutto incidente in moto, quando iniziai a lavorare con lui. Era una persona docile, odiava la maleducazione. Sul lavoro mi ha plasmato da zero, ero il suo pupillo. Ricordo ancora quando mi disse: “Bene Vito, adesso sei pronto, sei meglio di me”. La nostra era un’amicizia profonda e autentica». Né Facebook né Instagram. Per Gianpiero quasi non esisteva la tecnologia. Prediligeva i rapporti diretti.
«Non ci siamo mai scritti un messaggio su WhatsApp – spiega Vito Pinto – ci sentivamo solo con le telefonate. Era un artigiano vero, anche se nell’ultimo periodo era stanco. Ha visto nascere e crescere mia figlia Giada, c’era sempre per me e io c’ero sempre per lui, in ogni momento della vita. Spero solo che rimanga di lui il ricordo dell’uomo speciale che era, il maestro che ha concluso magnificamente il suo lavoro con me». Nei prossimi giorni si terranno i funerali.
I residenti
Non è la prima volta che ponte Resia si macchia del sangue di uno scooterista. Tanti, ogni anno, gli incidenti nel quartiere. Alzano la voce i residenti. «La costruzione dei quartieri Casanova e Firmian – dice Luca Tommaseo – senza strade di accesso dedicate o un ponte apposito è una follia. Dalle 5 alle 7 di sera la viabilità è paralizzata. Con l’ingresso dei nuovi complessi il traffico è raddoppiato e mancano vie alternative, con danni enormi per noi residenti tra smog e inquinamento acustico. Di notte, poi, via Resia si trasforma in un vero autodromo, dove le moto sfrecciano a 100 all’ora sfruttando l’onda verde, anche perché hanno tolto il vecchio autovelox prima delle poste». Un discorso che trova d’accordo decine di residenti, anche coloro che vivono in via Mozart, in via Milano e in generale a Firmian. Diverse lettere di protesta sono arrivate in queste settimane al giornale da parte di lettori che denunciano il fastidioso ruggito dei motori nel cuore della notte.




