Via col Vento, il bacio tra Clark Gable e Vivien Leigh: il retroscena sull’alito dell’attore che sconvolse il set
Via col vento è certamente un’ istituzione della settima arte. L’epopea diretta principalmente da Victor Fleming nel 1939 ha consegnato al pubblico personaggi indimenticabili, dialoghi celebri e scene entrate nella memoria di generazioni di spettatori. Tra le più note c’è sicuramente quella del rapporto tormentato tra Rossella O’Hara e Rhett Butler, interpretati da Vivien Leigh e Clark Gable. La loro relazione, fatta di attrazione, orgoglio, incomprensioni e sentimenti mai completamente confessati, rappresenta uno dei pilastri del film. Eppure, dietro i momenti più appassionati tra i due protagonisti si nasconde un particolare decisamente poco romantico.
Sul grande schermo Clark Gable appare come il perfetto Rhett Butler: affascinante, sicuro di sé e capace di esercitare su Rossella un’attrazione alla quale lei cerca continuamente di resistere. Nella realtà del set, però, Vivien Leigh non avrebbe vissuto con particolare entusiasmo le scene in cui doveva baciarlo. Il motivo è legato a un problema dentale dell’attore. Secondo il retroscena tramandato sulla lavorazione del film, Gable aveva avuto importanti problemi ai denti a causa di un’infezione alle gengive e portava una protesi. Proprio quest’ultima sarebbe stata al centro delle lamentele di Leigh, che avrebbe trovato poco gradevole l’odore proveniente dalla dentiera dell’attore.
L’aneddoto è stato ripreso anche da Turner Classic Movies, che racconta come la Leigh avrebbe persino chiesto a David O. Selznick di ridurre le scene di bacio con Gable proprio per questo motivo. Il contrasto è quasi paradossale: una delle coppie più sensuali della storia del cinema avrebbe dunque dovuto affrontare, dietro le quinte, un problema molto più prosaico. Sullo schermo la passione doveva essere assolutamente credibile; davanti alla macchina da presa, invece, l‘attrice avrebbe dovuto fare i conti con un dettaglio che rendeva quei momenti tutt’altro che piacevoli.
Il curioso episodio dei baci è soltanto uno dei tanti retroscena di una produzione che, già prima dell’inizio delle riprese, aveva assunto proporzioni enormi. David O. Selznick aveva acquistato i diritti del romanzo di Margaret Mitchell e trasformare quella storia in un kolossal si rivelò un’impresa complessa. La scelta dei protagonisti richiese tempo e, soprattutto nel caso di Rossella, una ricerca lunghissima. Secondo la Library of Congress, furono intervistate circa 1.400 attrici e circa 400 arrivarono alla fase delle letture.
Vivien Leigh, britannica e ancora relativamente poco conosciuta negli Stati Uniti, riuscì alla fine a conquistare il ruolo. La leggenda vuole che Selznick l’abbia notata proprio durante la preparazione della spettacolare scena dell’incendio di Atlanta, quando la protagonista femminile non era ancora stata scelta. TCM conferma che le riprese dell’incendio furono realizzate prima che il casting principale fosse completato. Anche il percorso di Clark Gable verso il ruolo di Rhett fu tutt’altro che immediato. Selznick desiderava fortemente l’attore, sotto contratto con la MGM, e arrivò ad aspettare a lungo prima di poterlo avere a disposizione. TCM ricorda proprio come la scelta di Gable fosse stata una delle grandi questioni produttive del progetto.
La vicenda comincia nella Georgia del 1861, alla vigilia della Guerra civile americana. Rossella O’Hara vive nella tenuta di famiglia, Tara, e sogna di sposare Ashley Wilkes. Il suo desiderio, però, viene infranto quando scopre che l’uomo ha deciso di unirsi in matrimonio con Melania Hamilton. Rossella reagisce sposando Carlo Hamilton, ma rimane presto vedova. Con la guerra che sconvolge il Sud, la giovane è costretta ad affrontare situazioni sempre più drammatiche. Atlanta viene devastata e Rossella torna a Tara, dove trova la famiglia impoverita e la piantagione distrutta. Da quel momento il suo carattere cambia. La ragazza romantica dell’inizio lascia spazio a una donna determinata a salvare la propria casa e i propri familiari a qualunque costo. Nel frattempo, nella sua vita continua a entrare e uscire Rhett Butler, l’uomo che più di tutti sembra comprenderne la natura ambiziosa e ostinata.
Rossella continua però a inseguire l’idea di un amore con Ashley, anche quando diventa sempre più evidente che il suo legame con Rhett è molto più profondo. I due finiscono per sposarsi, ma il matrimonio è tormentato dall’incapacità di Rossella di riconoscere fino in fondo ciò che prova. La tragedia arriva quando la loro figlia muore in un incidente e, successivamente, anche Melania viene a mancare. Solo allora Rossella comprende quanto fosse stata importante la presenza di Rhett nella sua vita. Ma per lui è ormai troppo tardi. Rhett decide di andarsene, lasciando Rossella disperata e intenzionata a tornare a Tara.
Anche dietro la macchina da presa Via col vento fu un film estremamente movimentato. George Cukor era stato scelto inizialmente come regista, ma lasciò la produzione poco dopo l’avvio delle riprese. Victor Fleming prese quindi il comando e divenne il nome maggiormente associato alla regia del kolossal. La lavorazione coinvolse però anche Sam Wood e, in maniera non accreditata, altri professionisti. TCM indica infatti Fleming, Cukor e Wood tra i registi associati alla realizzazione. La stessa scena dell’incendio di Atlanta rappresentò un’impresa tecnica eccezionale: la produzione utilizzò vecchi set destinati alla distruzione, tra cui strutture provenienti da film precedenti come quello di King Kong. Furono impiegate tutte e sette le cineprese Technicolor allora disponibili per immortalare le fiamme.
Il risultato finale? Un film che dura quasi quattro ore e che conquistò il pubblico e la critica. Via col vento ricevette 13 nomination agli Oscar e vinse otto premi competitivi, oltre a due riconoscimenti speciali. Tra i premi più importanti ci furono quello per il miglior film e quello per Vivien Leigh come miglior attrice. Hattie McDaniel, interprete di Mammy, fece invece la storia diventando la prima interprete afroamericana a vincere un Oscar. Nel 1989 il film è stato inserito nel National Film Registry della Library of Congress, che lo considera una delle opere più importanti della storia cinematografica americana.
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