Ci sono zone di Perugia che restano senza trasporto pubblico di giorno per più di 4 ore

Ci sono zone del territorio comunale di Perugia che non vengono servite dal servizio di trasporto pubblico, durante un normale giorno infrasettimanale, appunto di giorno, per archi di tempo che possono arrivare fino a 4 ore. Significa che le persone che vivono in queste aree al limite della città non hanno modo di raggiungere la zona centrale per buona parte della giornata, se non ricorrendo a mezzi privati. A prescindere dal fatto che questo possa apparire come inaccettabile da qualcuno e accettabile da qualche altro (vedremo nell’articolo come ci sono ragioni sufficienti a validare entrambi i giudizi) è fuori discussione che oggi la tecnologia unita ad altre virtù potrebbe ridurre questo gap e individuare soluzioni più sostenibili.
Prima di entrare nello specifico ci sono altre importanti premesse: Perugia non è la sola città del Centro Italia a presentare queste caratteristiche e poi il trasporto pubblico in queste aree è ancora prevalentemente, se non esclusivamente, caratterizzato da autobus molto capienti e molto vuoti. Ovviamente parliamo del servizio non scolastico che è anche puntualmente indicato. Chissà se il risparmio ottenuto dal passaggio a un mezzo più piccolo possa riuscire a garantire una efficienza maggiore anche in termini di corse giornaliere. E quindi anche un maggiore appeal. Ma tutto non può che partire da una ricognizione e un puntuale calcolo dell’effettivo bisogno attuale del trasporto pubblico nelle aree meno servite e del bisogno potenziale se il servizio fosse maggiormente disponibile, modulando mezzi appropriati alla portata della richiesta.
A Perugia, il recente riconoscimento del Baiocco d’Oro è andato a Fabio Maria Ciuffini, che oltre ad avere portato nel capoluogo umbro le scale mobili rivoluzionando la possibilità di accesso alla rupe, ha anche ideato il nuovo piano di trasporto urbano con le zone 15 e i mezzi piccoli senza guida. Ma vediamo cosa emerge ora.
La ricognizione è stata effettuata sugli orari invernali Busitalia 2026-2027, in vigore dal 14 settembre 2026 all’8 giugno 2027, incrociando le tabelle del servizio urbano e di quello extraurbano. Non sono state considerate soppressioni, ritardi o corse aggiuntive: il dato fotografa esclusivamente il servizio programmato. Per ogni località sono state considerate le corse che consentono di raggiungere Perugia, escludendo quelle nella direzione opposta e, quando necessario, le partenze dal capolinea che non costituiscono un passaggio utile per la fermata presa in esame.
Il risultato cambia sensibilmente da una zona all’altra. Il caso più evidente è Pianello, a circa 18 chilometri dall’Acropoli, lungo la direttrice verso Valfabbrica. Qui occorre incrociare la linea urbana Z17 con l’extraurbana E002. Alla fermata di Pianello la Z17 prevede, tra le altre, corse alle 7.58, 8, 13 e 13.25, mentre la E002, nella direzione Gualdo Tadino-Valfabbrica-Perugia, presenta anche il passaggio delle 8.37 e quello delle 14.37. L’incrocio delle due linee porta a un intervallo massimo di circa quattro ore e venti minuti, tra le 8.37 e le 13.00.
Lo stesso asse mostra intervalli importanti anche prima di Pianello. Alla fermata di Ripa, per esempio, la Z17 e la E002 si sovrappongono solo in parte: il vuoto massimo tra corse utili verso Perugia è nell’ordine delle quattro ore e dieci minuti. Per il bivio di Civitella d’Arna l’intervallo è invece nell’ordine delle quattro ore, mentre a Sant’Egidio scende a poco meno di quattro ore grazie all’incrocio tra i due servizi. Gli orari ufficiali riportano per Sant’Egidio corse della Z17 al mattino e a partire dalle 13, mentre la E002 aggiunge ulteriori passaggi, tra cui quelli delle 12.08 e delle 13.48.
Un’altra fascia con intervalli intorno alle quattro ore si trova nel quadrante nord del territorio comunale. A Solfagnano la linea Z18 presenta, nella direzione verso Perugia, passaggi alle 10.05, 13.32, 14.32 e 18.32: il massimo intervallo è quindi di quattro ore. Lo stesso ordine di grandezza si trova a Parlesca, dove il passaggio delle 14.17 è seguito da quello delle 18.17, e a La Bruna, dove le corse riportate nella stessa tabella passano alle 14.26 e alle 18.26.
Anche il Cimitero di Pietramelina presenta un intervallo di circa quattro ore, tra le 14.10 e le 18.10 sulla Z18. In questo caso la differenza rispetto al centro della frazione è particolarmente evidente perché la stessa linea concentra le corse in alcune fasce della giornata e poi presenta lunghi intervalli.
Il quadro è diverso a Collestrada e lungo via Valtiera, dove il semplice esame della Z17 può far apparire un vuoto molto più ampio di quello che rimane dopo l’incrocio con gli altri servizi. Nelle fermate della zona sono infatti presenti anche le linee Q, M ed E007, con orari differenti. La differenza tra una fermata e l’altra rimane comunque significativa e conferma che, anche in un’area attraversata da più linee, la frequenza può cambiare sensibilmente a seconda del punto considerato.
Un altro caso è quello di Casa del Diavolo, lungo la direttrice nord. Qui la situazione deve essere letta mettendo insieme la Z18 e i collegamenti extraurbani. La tabella urbana mostra passaggi della Z18 nella fascia mattutina e poi alle 12.15, 13.45, 15.18 e 19.18; l’extraurbano aggiunge ulteriori collegamenti, compreso un passaggio alle 18.53.
Scendendo verso sud, la situazione è più articolata. San Fortunato, San Martino in Colle e Sant’Enea sono servite dalla E003 e, in alcune fasce, anche dal servizio urbano. La E003 nella direzione verso Perugia riporta, per esempio, passaggi a San Fortunato alle 9.13, 13.19, 14.22, 16.27 e 19.02; a San Martino in Colle alle 9.18, 13.24, 14.27, 16.32 e 19.07; a Sant’Enea alle 9.22, 13.28, 14.31, 16.36 e 19.11. L’incrocio con le corse urbane riduce ulteriormente alcuni degli intervalli.
San Martino in Campo presenta a sua volta intervalli superiori all’ora, ma il dato va letto distinguendo le corse scolastiche da quelle feriali non scolastiche e incrociando le diverse linee che raggiungono la zona.
Nella parte nord-orientale del territorio, Bosco, Colombella e Piccione presentano fasce nelle quali il servizio è più diradato. La tabella extraurbana riporta, per esempio, per Bosco i passaggi delle 8.21 e 11.32 che per Colombella diventano 8.27 e 11.38 e per Piccione 8.32 e 11.43.
Nel quadrante sud-ovest, Fontignano, Mugnano e Monte Petriolo hanno una distribuzione delle corse molto diversa rispetto alle aree più vicine al centro. La Z11, nella direzione verso Perugia, passa da Fontignano alle 7.45, 9.30, 11.20, 14.20 e 17.40; quindi passa a Monte Petriolo alle 7.53, 9.37, 11.23, 14.31 e 17.46. Per Mugnano il quadro comprende le corse delle 14.15 e delle 17.35, oltre ai collegamenti delle altre tabelle. Gli intervalli massimi si collocano quindi nell’ordine delle tre ore e oltre, a seconda della fermata considerata.
Santa Sabina che ha una densità di popolazione significativa rappresenta invece un caso molto meno estremo, ma comunque superiore alla soglia fissata per questa analisi ovvero di un’ora di intervallo: la linea F riporta passaggi alle 7.06, 7.58, 9.20, 10.40, 12, 13.20, 14.40, 16, 17.20 e 18.40. Il massimo intervallo è quindi di circa un’ora e venti minuti.
La ricognizione mostra dunque che gli intervalli superiori a un’ora non sono concentrati in un’unica parte del Comune. Si trovano lungo la direttrice nord verso Casa del Diavolo, Solfagnano, Parlesca e La Bruna, lungo l’asse est e nord-est di Pianello, Ripa, Civitella d’Arna, Sant’Egidio, Bosco, Colombella e Piccione, e lungo le direttrici meridionali di San Fortunato, San Martino in Colle, Sant’Enea, San Martino in Campo, Fontignano, Mugnano e Monte Petriolo. Il valore dell’intervallo cambia però sensibilmente a seconda della singola fermata e delle linee che vi transitano. È questo il motivo per cui l’analisi è stata condotta sulla fermata e non semplicemente sulla frazione.
Per capire se i lunghi intervalli individuati a Perugia siano una caratteristica isolata, abbiamo utilizzato come termine di confronto Arezzo, Siena e Ancona, tre città del Centro Italia con territori comunali articolati e una rete che serve anche frazioni e aree periferiche. Non abbiamo cercato semplicemente città con lo stesso numero di abitanti: il criterio è stato verificare sistemi nei quali, come a Perugia, il trasporto pubblico deve servire contemporaneamente un centro urbano e nuclei periferici distribuiti su un territorio ampio.
Il primo passaggio è stato individuare aree analoghe a quelle perugine. Ad Arezzo sono state considerate Bivio Ansina e Salceta-Formicheto, lungo la direttrice di Palazzo del Pero, servite dalla linea U. La stessa linea collega infatti Bivio Ansina, Formicheto e Salceta con Palazzo del Pero e Arezzo Terminal; a Palazzo del Pero compaiono inoltre i servizi BAAS e SI381.
A Siena l’area presa in esame è Ginestreto, località periferica nella quale il servizio ordinario è affiancato dal BUXI B. Il servizio a chiamata opera nei giorni feriali, raggiunge direttamente Ginestreto e le altre località comprese nell’area e viene prenotato il giorno precedente.
Ad Ancona il confronto è stato condotto su Montesicuro, frazione collinare servita dalla linea 21. L’orario ufficiale Conerobus mostra corse dal capolinea di Montesicuro distribuite nell’intera giornata, con intervalli più ampi in alcune fasce ma senza la necessità di raggiungere un’altra località per intercettare la linea.
Dopo questo primo confronto tra aree analoghe, abbiamo allargato la ricerca e verificato anche dove si trovassero, nei tre comuni, gli intervalli più ampi tra le corse e se esistessero alternative nelle immediate vicinanze. È qui che emerge una differenza nell’organizzazione delle reti. Ad Arezzo, per Salceta-Formicheto le alternative rappresentate dalle linee BAAS e SI381 si incontrano più avanti lungo la direttrice, a Palazzo del Pero; a Bivio Ansina la linea U rimane invece il riferimento principale. A Siena-Ginestreto l’alternativa è direttamente nella località, grazie al BUXI B. Ad Ancona-Montesicuro il servizio ordinario raggiunge direttamente il capolinea della frazione.
Il confronto non porta quindi a una classifica tra le città. Mostra piuttosto che, davanti a zone periferiche con domanda più bassa, le reti utilizzano soluzioni differenti: più linee sulla stessa direttrice, un’altra fermata come punto di interscambio oppure un servizio a chiamata. A Perugia il dato che emerge dalla ricognizione è la presenza di numerose fermate nelle quali, una volta incrociati tutti i servizi utili nella direzione del capoluogo, rimangono comunque intervalli programmati di diverse ore. Quanto della domanda potenziale delle periferie rimanga inespressa proprio perché il servizio è disponibile soltanto in alcune fasce della giornata e se una diversa combinazione tra dimensione dei mezzi, frequenza e servizi flessibili possa modificare questo rapporto, resta l’incognita più interessante.
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