Verso Genoa – Roma, De Rossi: “C’è senso di rivalsa per quello che abbiamo fatto all’andata”

Genova. Daniele De Rossi parla in vista della partita del suo Genoa contro la Roma e stavolta non lascia spazio ai sentimentalismi. Consapevole che quella dell’andata era stata la più brutta partita sotto la sua gestione “per mancanza di reazione al netto della forza dell’avversario e degli errori commessi”. In effetti il Genoa aveva sempre dato segni di vitalità anche nei momenti più difficili, mentre all’Olimpico non era successo.
“C’è un senso di rivalsa non nei confronti della Roma ma nei confronti di noi stessi per quello che abbiamo fatto all’andata − spiega − perché è l’unica volta che mi sono guardato allo specchio e non ero orgoglioso di me, di quello che io avevo organizzato e preparato. Il fatto di giocare in casa ci darà una mano e il fatto di giocare in casa forse renderà tutto più più normale. Forse se su 17-18 partite l’unica che abbiamo fatto veramente male è stata quella dove io sono tornato a casa dopo tanto tempo, un paio di domande me le devo fare. Forse anch’io non ero lo stesso allenatore delle altre 17-18 partite. Io ho provato a cercare di rendere più normale possibile quella partita cercando di caricarla, di fargli capire di quanto il mio passato non mi interessasse e volessi solo vincere. Magari in questa maniera ho caricato troppo i giocatori. Poi la controprova non ce l’avremo mai o forse ce l’avremo domenica, ma ci sono anche i valori delle squadre e la Roma non ha vinto solo con il Genoa in casa all’Olimpico quest’anno: ne ha vinte parecchie e rischia di vincerle quasi tutte”.
Per De Rossi non sarà mai una partita come le altre, “ma penso che dovrò farci il callo su questa situazione. Sono molto concentrato per i punti che dobbiamo cercare di portare a casa, per il nostro obiettivo. Come al solito saluterò tante persone alle quali voglio e vorrò sempre bene, ma mi fa piacere giocarla in casa questa volta, questa partita, perché l’ultimo ricordo che ho del Ferraris è uno stadio in festa, caldo, entusiasta, vicino alla propria squadra. È stato emozionante, vorrei rientrare e ritrovarlo così anche domani”.
Per De Rossi “tanti stadi sono caldi, ma a volte questo calore ti leva a qualcosa. Da quando sto qui vedo solo grande spinta, grande sostegno e dei giocatori capaci di indirizzarlo. Il pubblico è fattore positivo, spinge tanto. Dico sempre ai miei amici che non sono mai venuti a vedermi di venire anche solo per vedere che cos’è il Ferraris quando gioca il Genoa. Però alla base di tutto ci sono 11-24 giocatori che entrano in campo, mettono una maglia pesante addosso e riescono a sopportare il peso di questo amore che come sappiamo le piazze più calde a volte può anche tornarti indietro”.
Una storta per Onana che sarà da valutare, l’assenza di Baldanzi ormai certa per un problema muscolare nella stessa posizione della scorsa volta, ma sull’altra gamba, il recupero di Norton Cuffy e Otoa, che sono tornati in gruppo, ma che occorrerà capire quanto potranno essere rischiati anche alla luce del proseguio del campionato. Questo il quadro della situazione medica. Nessun retropensiero alla partita successiva col Verona per decidere se schierare i diffidati Marcandalli, Masini e Malinovskyi.
Anche la Roma avrà diverse assenze a partire da Dybala, ma la partita non sarà abbordabile: “Quando prepariamo una partita ci facciamo sempre delle ipotetiche formazioni, come fate voi giornalisti, e come li metti loro sono fortissimi. Non so chi mancherà, ovviamente Paulo sì, gli mando un abbraccio gigante come per quello che gli ho mandato pochi giorni fa per la sua paternità. Non facciamo la conta sui loro giocatori. Anche se dovessero mancare tutti quelli che sono in dubbio, sarebbe una follia pensare che la partita sia abbordabile perché la squadra ha dimostrato di potersela battere con chiunque. È una squadra forte, che all’inizio ha raccolto tanti punti senza neanche giocare troppo bene, ma da qualche mese a questa parte sta iniziando a somigliare sempre di più a quello che era l’Atalanta. È una squadra che ha qualità, che ha palleggio, che ha giocatori individuali che riescono a decidere la partita e che quando hai la palla non ti fa respirare, che è la cosa più fastidiosa”.
All‘andata un paio di gol il Genoa li ha regalati, spiega De Rossi: “La Roma non ti lascia giocare e se sbagli un passaggio a pochi metri dalla porta è più probabile che ti facciano gol, magari con gli stessi errori fatti con una squadra di livello più basso porti a casa lo 0-0. Come dico sempre ai giocatori facciamoci fare i gol belli. Cerchiamo di non prendere gol evitabili, quella è la maniera migliore per difendere e per occupare gli spazi vicino alla porta. C’è una zona di campo, c’è una maniera di difendere della Roma che li rende veramente quasi insuperabili e noi dobbiamo essere abbastanza furbi da non mettere la partita sul piano che loro preferiscono, non farli difendere nella maniera che preferiscono e non farli attaccare la maniera che preferiscono”.
Il gruppo Genoa è unito, ogni settimana i giocatori cenano insieme: “Credo che sia la salute del gruppo. L’umore del gruppo penso che sia una cosa fondamentale, non solo per la salvezza, per qualsiasi squadra. È un bene che non ci sia io, perché si sentono più liberi di parlare, ma è come se ci fossimo, perché quando loro sono felici, io sono felice. Se loro stanno bene, arrivano al campo e sono sereni, io sono contento e alla base di tutto c’è una grandissima fiducia che io ho sempre a prescindere, preventiva, che poi magari levo qualora non ci fossero gli atteggiamenti giusti durante l’allenamento. Questa è una squadra che si allena e va forte, in campo vanno forte perché in allenamento vanno forti e quindi io non posso che essere felice. Se poi al di fuori del campo si divertono, perlopiù insieme, è come se avessimo fatto un’ora in più di allenamento, perché ci sono delle cose che io non posso allenare, le devono allenare loro, all’interno del gruppo. Secondo me i gruppi sani fanno un punto in più”.
Quello di Baldanzi non dovrebbe essere un grave infortunio: “Un infortunio muscolare nello stesso punto dell’altra volta ma sull’altra gamba − dice De Rossi − quindi non è una recidiva ma è una quasi costante, vogliamo anche andare a capire cosa sta succedendo, perché è un ragazzo che non ha mai avuto infortuni, vogliamo prendere tutte le dovute precauzioni. Rientrerà presto, è un giocatore importante, ha portato subito qualcosa a questo gruppo, sia dentro sia fuori dal campo. Siamo contentissimi di averlo, come ho sempre detto spero che sia un pilastro del prossimo Genoa in futuro, per ora dobbiamo solo sperare di recuperarlo più presto, perché secondo me può essere decisivo per la nostra salvezza”.
Di sicuro ci sarà Malen, che sinora ha segnato sei reti in sette partite: “Penso che abbia portato qualcosa che mancava un po’ alla Roma. Incarna perfettamente il giocatore tecnico che lega il gioco, ma che è anche abile a fare gol, è anche abile in area, non lo conoscevo così bene, forse me lo ricordavo esterno d’attacco. Dobbiamo essere molto bravi a marcarlo. I miei difensori e tutto il resto della squadra sono stati bravi ad arginare Hojlund, anche se poi ha fatto gol, sono stati bravi ad arginare Pellegrino, ma sarà un compito molto difficile”.
La porta ormai è sistemata: di Bijlow De Rossi si dice molto contento, portiere che si prende le sue responsabilità, il mister spiega che stanno cercando di fargli trovare il giusto equilibrio e capire quando non deve uscire.
In attacco invece c’è l’imbarazzo della scelta: “Credo che gli attaccanti che abbiamo noi non ce li abbiano le squadre che andranno a lottare per la salvezza insieme a noi. Ricordiamo anche Baldanzi, Messias, Cornet, tutti i giocatori che poi diventano attaccanti. Le mie sono scelte spesso non solo in base alla qualità del giocatore, ma alla partita che voglio andare ad affrontare. Quindi ogni tanto uno lo faccio giocare perché penso che sia giusto per quella partita e non necessariamente perché penso che sia il più forte di quelli che ho, oppure dipende dallo stato di forma, ma sono veramente tranquillo che lì, a occhi chiusi, come pesco, pesco bene”.
Gli esterni nelle squadre di Gasperini sono sempre una spina nel fianco, come pensa di arginarli? Sabelli può essere una possibilità? “Sappiamo che i suoi esterni sono sempre stati giocatori molto stimolati per il gioco che ha, gente che attacca molto la profondità. Per noi è un vantaggio che non giochi Wesley, è un giocatore che sta impressionando dal punto di vista fisico e secondo me nell’ultima partita anche dal punto di vista delle decisioni, della tecnica che sta mettendo. Io penso che i giocatori che attaccano bene li devi attaccare, non li devi solo difendere. Con l’Inter Di Marco avremmo forse dovuto attaccarlo un pochino di più per farlo abbassare, allontanare dalla nostra porta, fermo restando che poi è un giocatore che è arrivato a 15-16 tra gol, assist, eccetera. Quindi vuol dire che non siamo solo noi a non averlo arginato al 100%, ma ci sono riusciti in pochi. Noi dobbiamo metterci in testa che nel calcio esistono le squadre forti e i giocatori forti e alcuni di loro sono più forti di noi, dobbiamo essere bravi a giocare da squadra per cercare di non fargli toccare troppi palloni. Se giochi contro Di Marco devi essere attento a non farlo crossare troppo, se giochi contro Wesley attento a coprire la profondità. Io non so quello che sceglierà, noi dobbiamo essere pronti un po’ a tutto”.
Nel Genoa anche Amorim potrebbe giocare dal primo minuto. Il fallo da rigore a Milano non ha intaccato la stima dell’allenatore, anzi: “Non lo vedo timido, è un giocatore che ha giocato un secondo tempo serio a Milano, se devo analizzare il primo e il secondo tempo penso che abbiamo fatto meglio nel secondo tempo. Lui era lì presente, come è entrato ha perso una palla, che ci può stare a vent’anni nella prima partita dentro uno stadio del genere, poi ha preso in mano il gioco, ha giocato pulito, in maniera seria. Gli avevamo detto di non forzare troppo le giocate perché l’Inter è una squadra che se perdi palla poi te la ridà dopo 4-5 minuti e diventa complicato, quindi forse sembrava timido, magari semplicemente stava seguendo le mie indicazioni. Per me è un giocatore di grandissima qualità, molto giovane, che viene da un altro campionato, che si sta adattando, che è davanti a dei giocatori di tanta qualità in un momento di campionato in cui la classifica è delicata, quindi a volte si scelgono giocatori che diano ancora più sostanza e meno qualità, a volte invece giocheremo più con giocatori di qualità, quindi giocherà dall’inizio, è un giocatore che si sta inserendo e sta facendo giorno dopo giorno sempre più giocate, simili a quelle che ci hanno fatto vedere qualcosa in lui. Ha firmato per 5 anni e ne ha 21, capisco che la fretta giochi brutti scherzi ai giornalisti, ai tifosi, ma io devo essere molto serio da questo punto di vista. Lui sta migliorando, sta capendo, senza palla diventa giorno dopo giorno più aggressivo, a scapito della sua statura è uno che si fa sentire in campo e secondo me, come ho detto nelle conferenze precedenti, sarà anche lui la base del Genoa del futuro se io sarò ancora l’allenatore del Genoa, perché è un giocatore che a me piace molto. Poi anche se fosse un po’ timido, ci può stare, io a 21 anni non ero il giocatore che ero a 24, a 24 non ero il giocatore che ero a 27. Di Iniesta ce ne sono 4 o 5 al mondo che a 20 anni hanno mantenuto poi un livello tale di qualità, di tranquillità, di serenità in campo. Baldanzi la prima partita sembrava un pulcino bagnato, la prima partita al Ferraris ha incantato tutti, ci sono anche dei percorsi che vanno fatti partendo dalla pazienza, se ce l’ho io, che vorrei fare 10 punti ogni partita per salvarmi subito, spero che ce l’abbiate anche voi e mi sembra che i tifosi del Genoa siano molto positivi da questo punto di vista, perché non sono tirchi in amore, sono anche anzi molto generosi, mi sembra che anche con lui siamo stati subito molto aperti”.




