Vannacci sulla legge elettorale: “FdI voti emendamento opposizioni per preferenze pure”
Il centrodestra si ricompatta e vota contro il sub emendamento sulle preferenze ‘libere’ a prima firma dem nell’esame della legge elettorale in Senato. 99 voti no contro 68 favorevoli. “Vergogna!”, la reazione dai banchi delle opposizioni. La maggioranza dice sì solo al proprio testo coi capilista bloccati approvato in commissione Affari costituzionali, dopo ore convulse culminate in un vertice di maggioranza al Senato con sherpa e capigruppo.
Non passa dunque la ‘trappola’ delle opposizioni che avevano provato, rispolverando un vecchio pallino della premier, a dividere le forze di governo. “Non salta né il governo né la maggioranza a prescindere da tutto”, aveva pronosticato poco prima Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI. “Personalmente sono per tenere fedele il patto di maggioranza”, aveva detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Durissima la reazione del centrosinistra. “Dovreste vergognarvi”, tuona il leader Iv Matteo Renzi. “Come volevasi dimostrare la Meloni sì è rimangiata il sì sulle preferenze! Ho avuto gioco facile nel ricordare ciò che Giorgia Meloni aveva detto nel 2014 contro di me”, scrive sui social. Per Dario Parrini, vicepresidente dem in commissione Affari costituzionali la premier “non sa cos’è la coerenza. In Senato un’iniziativa unitaria delle opposizioni ha mandato in tilt per ore e ore un centrodestra diviso come non mai”. “Meloni ha preferito perdere la faccia e farsi portare al guinzaglio da Forza Italia e Lega per tirare a campare il più possibile”, attacca il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.
Decisa inoltre una modifica della cosiddetta norma anti-cespugli ora al 3% e introdotta alla Camera con un emendamento di FI. L’ipotesi prevede la cancellazione di qualsiasi soglia e di conseguenza tutti i voti, anche quelli ottenuti dai ‘piccoli’ che non raggiungono nemmeno l’1%, saranno conteggiati ai fini dell’assegnazione del premio di maggioranza alla coalizione. A fronte di questo, verrebbe però aumentato il numero delle firme necessarie per presentarsi per evitare il fenomeno delle ‘liste civetta’.
L’appello di Vannacci a FdI
La giornata si è aperta con la mossa di Roberto Vannacci. Il leader di Futuro nazionale lancia un appello dai suoi social a Fratelli d’Italia affinché “Voti l’emendamento per le preferenze pure”, perché “analogo a quello che noi di Futuro Nazionale avevamo presentato alla Camera”. L’ex generale fa riferimento al sub emendamento presentato ieri dalle opposizioni, Pd in testa, per introdurre preferenze libere, senza candidati blindati, su cui il partito di Giorgia Meloni sta facendo delle valutazioni. A rischio, vista la contrarietà di Forza Italia e Lega, c’è la tenuta della coalizione di maggioranza o il futuro dello stesso Melonellum.
Un equilibrio delicato su cui affonda il colpo il leader di Italia viva Matteo Renzi, che nel suo intervento in aula chiede alla premier di votare il sub emendamento delle opposizioni che – “corrisponde, in toto e in pieno, alla storia politica e alla battaglia politica della presidente Giorgia Meloni, che in tutti questi anni ci ha fatto la morale sulle preferenze” – e se gli alleati di governo sono contro, “ci porti alle elezioni”.

“FdI ad oggi ha introdotto delle preferenze meticce, cioè con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano. Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d’Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo. Ne va della coerenza di FdI: perché votare sì alla Camera e votare no al Senato sulla stessa proposta?”. Così Vannacci su facebook postando postando un vecchio manifesto di FdI in cui si legge: “No alle liste bloccate. Siano direttamente i cittadini a scegliere i parlamentari”.
“Al di là delle barriere ideologiche, delle stanze del potere, delle manovre di palazzo e di una politica rancida e stantia, dovrebbe contare una cosa su tutte: l’obiettivo di fare il bene dell’Italia e degli italiani. Gli italiani vogliono tornare a eleggere direttamente i propri rappresentanti, senza listini bloccati e senza riservare posti agli ‘unti’ dalle segreterie di partito. Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta. Ridiamo sovranità al popolo”, aggiunge Vannacci.
Per FdI ha parlato il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, che ha definito il sub-emendamento delle opposizioni “una provocazione politica”. “Ma il tema c’è”, dichiarandosi da “sempre favorevole alle preferenze”. Mentre per il leader di Azione Carlo Calenda, “l’emendamento del campo largo sulle preferenze, non prevedendo l’obbligo di esprimere una doppia preferenza con alternanza di genere, rischia di restringere significativamente la presenza femminile in Parlamento”. “Chiediamo ai partiti che l’hanno presentato di riflettere sull’opportunità di ritirare l’emendamento e riformularlo”, aggiunge.
Con l’intervento della ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati, che ha difeso la nuova legge elettorale, prima di pranzo si è conclusa la discussione generale. Poi, nel pomeriggio, dopo il vertice di maggioranza, il voto degli emendamenti.
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