Vanchiglia, dopo il rogo della lapide partigiana cancellate otto pietre d’inciampo per i deportati
Un altro gesto di vandalismo contro la memoria nel quartiere Vanchiglia: otto pietre di inciampo, le piccole targhe d’ottone che ricordano le vittime del nazismo, sono state danneggiate in piazza Santa Giulia.
Le pietre sono state deturpate con un pennarello nero per renderle illeggibili. Erano state posizionate appena il 3 febbraio scorso, nel luogo dove era presente l’Ospizio israelitico demolito al termine della seconda guerra mondiale, per ricordare Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim.


Nella notte fra il 25 e il 26 aprile in largo Montebello, a poca distanza, era stata data alle fiamme la lapide che ricorda i caduti della Resistenza insieme alla corona di fiori appena deposta. “Questo atto, compiuto per cancellare la memoria, non farà altro che rafforzare i nostri ideali di libertà e di pace. È un gesto vile che speriamo possa essere stato ripreso dalle molte telecamere presenti in zona” commenta il presidente della circoscrizione 7 Luca Deri, che ha dato la notizia.
“Vedere le pietre di inciampo “cancellate” è un pugno allo stomaco. Questo odioso atto avvenuto si aggiunge alla lapide vandalizzata qualche giorno: continueremo a tenere vivo il nostro impegno a difesa della memoria, non facendoci spaventare da questi atti” sottolinea il segretario provinciale Pd Marcello Mazzù.


“È un gesto vile, figlio dell’ignoranza e di un’inaccettabile mancanza di rispetto. Un ulteriore indizio che l’antisemitismo più becero è tornato” accusa invece il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, di Fratelli d’Italia.
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