Vacanze nella natura: 9 cabin ecosostenibili dove il comfort incontra il pianeta
2. ANAPAT CANYON – Armenia
L’Armenia è un gioiello nascosto, dalla cultura secolare, che custodisce bellezze inaspettate lontano dai circuiti turistici convenzionali.
La nostra meta è un A-frame cabin letteralmente sospeso sull’Anapat Canyon, che in lingua locale significa “deserto”, nella zona di Areni. Siamo partiti la mattina da Yerevan, la capitale armena, e a bordo della nostra iconica Lada Niva 4×4 ci siamo avventurati lungo strade sterrate, fino a inerpicarci tra tornanti dissestati per le montagne e raggiungere così la proprietà.
La piccola capanna in legno, aggrappata allo strapiombo, si affaccia triangolare su un panorama travolgente che si perde all’orizzonte.
Subito dietro c’è una zona dedicata alla raccolta differenziata e uno spazio per il barbecue. All’interno la casetta si sviluppa su 2 piani, quello superiore a soppalco, accessibile tramite una scala, con un letto matrimoniale e un’enorme finestra, e il piano terra, dove c’è un piccolo bagno con una doccia e un’area open space con due pouf, un tavolo ricavato da un vecchio baule e altri dettagli accoglienti. C’è anche un fornello elettrico portatile per cucinare, una jazve per preparare il caffè armeno, bicchieri da vino, tazze e tutto il necessario per sentirsi come a casa!
A costruirla è stato Davit, un armeno dalla proverbiale gentilezza e dall’orgoglio di chi ha realizzato un sogno con le proprie mani, che ci accoglie al nostro arrivo poco prima del tramonto. “All’inizio non volevo condividerla con nessuno”, ci confessa sorridendo, mentre prepara una grigliata di verdure che rivaleggia con i piatti degli chef stellati. Il suo racconto, unito al profumo della frutta matura trasportato dal vento, rende tutto ancora più magico.
«Ti fermi a cena?» gli chiediamo. Per un istante è stato restio a dire di sì, probabilmente per non invadere la nostra intimità, ma poi, su nostra insistenza, ha accettato. Così, bevendo un buon bicchiere di vino rosso prodotto poco distante, ci siamo fatti raccontare la sua storia e quella del cabin. In fondo l’Anapat Canyon non è solo la vista epica ma soprattutto i momenti che lì si condividono.
«Guardate il cielo!» ci ha ordinato andandosene. La notte qui ha un sapore speciale: quando cala l’oscurità, il cielo infatti si trasforma in un planetario, con una moltitudine di stelle visibili a occhio nudo che sembrano voler raccontare la storia armena.
«Finalmente un po’ di fresco» sospiro mentre il vento si alza e rinfresca l’aria calda di agosto.
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