Uno «scontrino» del Ssn ci dirà quanto costa curarci gratis: dalle visite al pronto soccorso

Un documento, cartaceo o digitale che informi il paziente sulla prestazione ricevuta gratuitamente e sulla relativa tariffa che invece è stata pagata dal Servizio sanitario e dunque da tutta la collettività attraverso le tasse. In pratica una sorta di scontrino parlante che racconti quanto quel servizio – un esame diagnostico, una visita specialistica oppure un accesso al pronto soccorso – è costato al Ssn in termini di macchinari e personale impegnato. Un modo per assicurare trasparenza e magari anche responsabilizzare il cittadino quando ricorre alla Sanità pubblica. La novità è contenuta nella manovra di bilancio che in un comma dell’articolo 69 – quello che prevede i nuovi stanziamenti per la Sanità pubblica – delinea questa novità che riguarderà in particolare le prestazioni specialistiche ambulatoriali e gli accessi non urgenti al pronto soccorso che non si concludono con un ricovero.
Una ricevuta cartacea o digitale con il costo della prestazione
Quante volte è capitato a chiunque, magari entrando in pronto soccorso per un malessere o un incidente, di ricevere cure e prestazioni come esami diagnostici anche molto complessi come una Tac o una risonanza magnetica, a cui magari si aggiunge anche una visita specialistica di medico come un cardiologo o un ortopedico. La novità introdotta dalla legge di bilancio è che ora il paziente quando uscirà dal pronto soccorso con il suo referto e i risultati degli esami diagnostici riceverà anche una sorta di ricevuta (magari anche in via digitale) dove è riportato il costo della prestazione che ha ricevuto gratuitamente o dietro il pagamento del ticket. Molti conoscono infatti cos’è il ticket e invece in pochi sono consapevoli del valore economico delle prestazioni sanitarie ricevute. I costi effettivi dei rimborsi alle strutture sanitarie sono infatti contenuti nei nomenclatori e nei tariffari ufficiali, ma si tratta di informazioni spesso molto tecniche e non facilmente accessibili ai cittadini. Da qui l’idea di far capire al cittadino quali sono i costi dietro le prestazioni che riceve anche perché le risorse a disposizione del Ssn – un bene sostenuto dalla fiscalità generale – non sono inesauribili.
L’obiettivo trasparenza e le prestazioni nello scontrino
E’ in particolare la relazione tecnica alla manovra di bilancio a spiegare che questa disposizione nasce proprio “nell’ottica della promozione della trasparenza dei costi a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN)” prevedendo appunto che per le prestazioni sanitarie, “erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate con il SSN, all’assistito sia rilasciato un documento riepilogativo, contenente le informazioni riguardanti la tipologia di prestazione resa e la relativa tariffa”. Si tratterà come detto di un documento, cartaceo o digitale, le cui caratteristiche sono da definire con decreto del Ministro della salute d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, Questo “scontrino parlante” riguarderà in particolare le prestazioni specialistiche ambulatoriali e quindi tutte le visite e gli esami diagnostici e anche gli accessi non urgenti pronto soccorso che non si concludono con un ricovero e dunque tutti i codici tranne il rosso e l’arancione.
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