una nuova esperienza immersiva a Londra celebra il Duca Bianco. Ecco “Youre Not Alone”

Il Regno Unito continua a investire sull’eredità culturale di David Bowie. A oltre dieci anni dalla mostra “David Bowie Is”, che nel 2013 inaugurò al Victoria and Albert Museum prima di intraprendere una tournée internazionale di cinque anni, Londra si prepara ad accogliere un nuovo progetto immersivo: “David Bowie: You’re Not Alone”.
L’esposizione aprirà il 22 aprile 2026 al Lightroom, spazio espositivo situato a pochi minuti da King’s Cross, e si presenta come un’esperienza a 360 gradi costruita a partire da materiali rari e inediti provenienti dal David Bowie Archive di New York. Migliaia di ore di filmati sono state esaminate per selezionare performance storiche, interviste e documenti mai esposti prima, con l’obiettivo dichiarato di restituire un ritratto diretto dell’artista.
Il percorso è articolato in capitoli tematici presentati in loop continuo. L’intenzione è spogliare Bowie delle sue maschere più celebri – da Ziggy Stardust ad Aladdin Sane, da Halloween Jack al Thin White Duke – per mettere a fuoco la dimensione umana dietro le costruzioni sceniche. Tra i momenti annunciati figurano un’intervista televisiva transatlantica del 1975 con Russell Harty, descritta come uno degli episodi più surreali della sua carriera mediatica, e la ricostruzione scenografica del set del tour di “Diamond Dogs”, che prende forma come emergendo dalla polvere.
La mostra arriva in un momento di rinnovato interesse istituzionale: di recente il Victoria and Albert Museum ha inaugurato il David Bowie Centre, spazio permanente che espone una selezione dei circa 90.000 oggetti entrati a far parte delle collezioni del museo e ora conservati nel nuovo centro dell’East London. L’apertura di “David Bowie: You’re Not Alone” coincide inoltre con il decennale della scomparsa dell’artista, avvenuta il 10 gennaio 2016 a 69 anni.
Il progetto è prodotto da Lightroom e progettato dallo studio 59, con la scrittura e regia di Mark Grimmer – già direttore creativo di “David Bowie Is” – insieme a Tom Wexler. L’allestimento prevede proiezioni monumentali su pareti alte quasi dodici metri e sul pavimento, integrando performance dal vivo, interviste, estratti cinematografici, disegni e materiali d’archivio in un’esperienza multisensoriale della durata di circa un’ora.
Grimmer ha spiegato che l’intento curatoriale è concentrarsi sull’insistenza con cui Bowie, lungo tutta la carriera, ha rifiutato di essere ridotto a icona o personaggio. La mostra punta quindi a valorizzarlo come interprete e promotore della creatività umana, mettendo al centro un’idea ricorrente nel suo percorso artistico: l’arte, in tutte le sue forme, come strumento per comprendere cosa significhi essere vivi.




