un weekend alternativo sulla neve all’insegna di storia, natura e buona tavola
La Valle d’Aosta si può vivere a ritmo lento, nonostante il richiamo delle adrenaliniche piste da sci, tra le più belle e sfidanti di tutta la corona alpina. La stagione fredda si stempera anche con il piacere di scoprire la storia e la cultura di questa incredibile regione, così la natura, addormentata sotto una coperta di candida neve durante i mesi più gelidi dell’anno. Un mondo di fiaba, punteggiato da suggestivi castelli e pettinato da vigneti tenaci che sfidano pendenze e temperature per dar vita ad un vino di montagna che racchiude tutto il sapore del territorio, da accompagnare a piatti schietti e genuini ma allo stesso tempo raffinati, capaci di trasformare anche il sapore deciso della trota in una tentazione gourmet. La tavola valdostana sposa la tradizione a note innovative, ed è così che alle classiche bourguignonne e fondue, ci si lascia tentare da rivisitazioni creative come una tarte tatin di cipolle caramellate, servita con gelato e crema alla Fontina, e aceto balsamico. L’audacia della novità ritrova la dolce consuetudine nelle tegole valdostane, biscotti croccanti a forma di cialda da accompagnare ad un bicchierino di Genepì, il liquore a base di Artemisia alpina, oppure da tuffare in una ciotola ricolma di crema di Cogne, dove i gusti di cioccolato e vaniglia incontrano la verve accesa del rum.
Relax tra eccellenze enogastronomiche, castelli e ciaspolate
Per trascorrere un fine settimana diverso dal solito, o per appuntare un itinerario alternativo alle piste da sci, abbiamo sperimentato una bellissima proposta con l’Assessorato al turismo della Valle d’Aosta. Tappa ad Aosta, città d’arte incorniciata dalle Alpi, almanacco di epoche e innumerevoli tesori, per poi esplorare la Plaine, il territorio che comprende i paesi sorti nella grande area pianeggiante nei dintorni del capoluogo, dove spuntano testimonianze che risalgono a insediamenti preistorici. Un viaggio nel passato di migliaia di anni che attraversa l’epoca romana e il Medioevo, per poi svelare perle rare come il Castello di Aymavilles, magnifico esempio di eclettismo valdostano impreziosito dalle eleganti facciate barocche del ‘700 racchiuse tra torri del XV secolo.
Un tour che invita ad esplorare le bellezze e le tracce del passato anche in quota: al tempo dei Romani, la località di La Thuile rivestiva una posizione strategica, e proprio lungo i suoi pendii passava la via delle Gallie. Tutt’oggi è possibile raggiungere la Francia attraversando il Colle del Piccolo San Bernardo, ma questa località merita una sosta, non solo per il gettonatissimo comprensorio sciistico, ma perché si rivela scrigno del suo antico passato e della storia più recente, fatta di miniere e resilienza. Un territorio in stretta connessione con la natura, che durante la stagione invernale invita a praticare lunghe ciaspolate. Ogni realtà valdostana rivela la propria identità, come le rinvigorenti acque termali di Pré-Saint-Didier, lungo la strada che scende da La Thuile, perfette per un fuori programma di benessere, oppure la rinomata Courmayeur, una delle località più glam delle Alpi, perfetta per un aperitivo con stile ai piedi del Monte Bianco.
Aosta, la “Roma delle Alpi”
Aosta è abbracciata dalle montagne, posizione che contribuisce a rendere ogni scorcio un capolavoro. Piccola, accogliente e ben organizzata permette di esplorarla in breve tempo ma il consiglio è quello di soffermarsi ad apprezzare alcuni dettagli che la rendono unica. “Augusta Praetoria” è l’indizio che rivela l’incredibile eredità romana che custodisce, dall’Arco di Augusto che sorge all’ingresso orientale della città, alla magnifica Porta Pretoria, accesso monumentale all’interno dell’antica cinta muraria che un tempo cingeva la città, tutt’oggi chiaramente delineata nel profilo urbano. Se il Teatro Romano (attualmente in restauro) è forse il simbolo di Aosta , altrettanto spettacolare è il Criptoportico Forense, opera dell’utile che si è trasformata in meraviglia: da struttura di contenimento e di regolarizzazione del terreno, a incredibile testimonianza dell’epoca augustea splendidamente conservata, con il braccio centrale lungo oltre 87 metri, mentre i due laterali poco più di 70 metri.
In città spicca anche l’eredità medievale, soprattutto lungo il perimetro delle mura, come l’iconica Torre dei Balivi del XII secolo che campeggia l’angolo nord-est. Altra tappa imperdibile è la Collegiata di Sant’Orso. La sua chiesa risale agli inizi dell’XI secolo e ingloba un antico mosaico dell’epoca tardo-antica, il quadrato del Sator, che rappresenta Sansone che uccide il leone e riporta l’enigmatica frase palindroma “Rotas Opera Tenet Arepo Sator”, e il ciclo di affreschi dell’ XI secolo, visibile nel sottotetto della chiesa, un vero e proprio tesoro nascosto e riportato alla luce dopo secoli di oblio. Il chiostro del XII secolo è uno stupefacente percorso allegorico narrato su pietra: ogni colonna include un capitello diverso che descrive scene del Nuovo e Vecchio Testamento, della vita di Sant’Orso, personaggi e animali fantastici, un viaggio tra spiritualità e immaginazione.
Aosta rivela una vena creativa a 360 gradi, compresa la proposta enogastronomica. Per un pit stop veloce ma di gusto, alla Champagnerie & Fromagerie La Bottegaccia si possono provare deliziosi piatti “espressi”, e scegliere un buon calice tra una rinomata carta dei vini, oltre ad ammirare un fornito banco di prodotti tipicamente valdostani perfetti per fare food-shopping. Per un pranzo o cena rilassante, l’accogliente Osteria Da Nando offre il meglio della cucina locale sempre con occhio attento alla continua evoluzione gastronomica, proponendo un menù che alterna il classico all’innovazione. Tutto in città sembra avere un tocco artistico, anche il soggiorno si fa originale all’Omama Hotel, dove al comfort si mixano atmosfere creative simili a un atelier d’avanguardia, con arredo coloratissimo e opere di design.
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