un tunnel sfiora Porta Pia, i rendering ufficiali di Rfi a Comune e Regione
ANCONA Un tunnel sotto via Marconi e via XXIX Settembre (sfiorando Porta Pia), i binari che costeggiano i muraglioni di banchina Nazario Sauro e il nuovo terminal passeggeri proprio davanti alla Banca d’Italia, con tanto di parco sul tetto. È la proposta di Rete Ferroviaria Italiana per la riapertura dello scalo marittimo di Ancona, chiuso dal 13 dicembre 2016.

La proposta
I rendering che il Corriere Adriatico può pubblicare sono quelli giunti nelle scorse settimane sulle scrivanie della Regione Marche, del Comune di Ancona e dell’Autorità di Sistema Portuale, la soluzione prediletta dai vari attori per proseguire il cammino verso la progettazione esecutiva dell’opera. Scartata l’alternativa 2, giudicata troppo futuribile, che al tunnel sostituiva un ponte. E per quanto anche l’idea di scavare sotto al Mandracchio per farci passare i treni possa sembrare piuttosto impegnativa, secondo i tecnici delle Ferrovie rappresenta ad oggi l’unica soluzione all’annosa questione delle interferenze tra il traffico su gomma e quello su rotaia.
Il nodo
Il tema è quello del passaggio a livello davanti alla Mole, che per garantire i continui passaggi in sicurezza dei convogli dovrebbe restare chiuso per più di un’ora al giorno. Troppo perché i flussi di camion in arrivo e in partenza dai traghetti possano non risentirne. E fu proprio questo il motivo che 10 anni fa portò alla scelta (per molti sofferta) di fermare il servizio ferroviario nel cuore della città. Proprio Silvetti, all’inizio del suo mandato, aveva invece fatto pressing su Regione ed Rfi perché tornassero sui loro passi. E quello di oggi, per certi versi, è il primo, vero passo verso la riapertura dello scalo marittimo. Analizzando la proposta nel dettaglio, la modifica principale rispetto allo status quo riguarda l’organizzazione dell’area del Mandracchio, davanti alle Mole. Oggi i binari corrono a filo del porticciolo peschereccio, mentre le auto costeggiano il muraglione. È proprio questo assetto a provocare l’intersezione all’altezza del Lazzaretto, dove i treni devono attraversare la strada per imboccare la via verso Ancona Centrale.

La soluzione
La soluzione di Rfi è tanto semplice quanto impegnativa: invertire l’assetto. Portare le auto verso il mare, con la strada da e verso la zona industriale che costeggerà il porticciolo turistico e i binari che invece passeranno accanto al muraglione. La sporgenza di Porta Pia, però, renderebbe necessaria una curva troppo stretta per i treni. Di qui, la decisione di scavare sotto via Marconi e via XXIX Settembre per creare un piccolo tunnel, simile a quello che c’è sotto piazzale Italia. Che inizierebbe accanto alla Mole, passerebbe praticamente sotto a Porta Pia, giusto qualche metro più in là, e sbucherebbe su banchina Nazario Sauro all’altezza (in linea d’aria) dell’hotel Seebay. Qui, i binari continuerebbero a costeggiare i muraglioni, con le auto che sarebbero spostate verso l’attuale sede dei binari. Nel mezzo, tra ferrovia e strada, il posto per una pista ciclabile. La vecchia stazione marittima andrà invece demolita. Al suo posto, una struttura coperta, in vetro, davanti alla sede della Banca d’Italia, accessibile sia dal porto che da via XXIX Settembre. E con un bel giardino con vista panoramica sul tetto.





