un incontro all’Archivio di Stato

Sabato 7 novembre, dalle 19.30 alle 21.30, all’Archivio di Stato di Chieti, si terrà l’incontro “Il futuro del passato. Gli archivi degli architetti come fonte per la rigenerAzione urbana”, promosso dall’Archivio di Stato di Chieti, in collaborazione con il Club per l’Unesco di Chieti nell’ambito del Patto comunale per la lettura “Chieti città che legge”.
Un appuntamento dedicato al dialogo tra architettura, archivi e trasformazione delle città, per riflettere su come le fonti documentarie possano contribuire alla comprensione e alla valorizzazione del patrimonio costruito. L’evento è accreditato presso la Fondazione Architetti Chieti-Pescara e prevede il rilascio di 2 Cfp per gli architetti. L’iscrizione per gli architetti avverrà tramite il sito www.architettichpe.it.
Gli archivi come luoghi vivi della progettazione
Gli archivi degli architetti non custodiscono soltanto disegni, progetti e documenti professionali. Raccontano il percorso che porta alla costruzione di edifici, paesaggi e spazi urbani e costituiscono una risorsa fondamentale per lo studio, la tutela e la valorizzazione del territorio.
L’incontro sarà l’occasione per riflettere sul ruolo di questi patrimoni documentari come strumenti capaci di mettere in relazione memoria, conoscenza e innovazione, superando la tradizionale distinzione tra archivio privato e interesse pubblico.
Attraverso gli interventi di Giuliano Di Menna, Aldo Giorgio Pezzi e Anselmo Martino, saranno presentate esperienze di ricerca che mostrano come le fonti archivistiche possano contribuire alla comprensione delle trasformazioni urbane, alla tutela del patrimonio architettonico e alla costruzione di nuove prospettive per il futuro delle città.
Leggere un archivio significa infatti ricostruire contesti, interpretare cambiamenti e riscoprire i legami tra territorio, comunità e patrimonio culturale.
In continuità con il percorso di “Chieti città che legge”, l’incontro invita a considerare gli archivi come strumenti indispensabili che, se da un lato, conservano la memoria, dall’altro sono motori di immaginazione di nuove forme di valorizzazione e sviluppo urbano. Perché nelle carte non è custodito soltanto il passato delle nostre città: spesso vi si trovano anche le chiavi per comprenderne il futuro. Al termine dell’iniziativa seguirà un momento di incontro e convivialità tra relatori, professionisti e partecipanti.
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