Un gioiello architettonico del ‘600

BRINDISI – Sono da poco terminati i lavori presso la sede dell’Archivio di Stato di Brindisi, che hanno riguardato il totale rifacimento delle facciate interne ed esterne della struttura, nonché il restauro del chiostro e delle sue fantastiche colonne.
Gli interventi, diretti magistralmente dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Lecce, Brindisi e Taranto, sono stati resi possibili grazie ad un importante finanziamento pubblico statale di seicentomila euro.
Il Direttore è quindi onorato e orgoglioso di restituire alla città di Brindisi, un gioiello architettonico seicentesco nel pieno del suo splendore.
Molto affascinante anche la storia di questo ex convento, che durante il XIX sec., fu utilizzato come caserma e infine lasciato in totale abbandono, tanto che, negli anni ’60, ne era stato perfino proposto l’abbattimento allo scopo di riutilizzarne l’area come suolo edificatorio. Finalmente, nel 1962, l’immobile venne dismesso da Ministero della Difesa, divenendo così bene disponibile dello Stato, ed in seguito fu destinato all’allora Ministero per i Beni Culturali e Ambientali che ne avviò il ripristino e lo assegnò all’Archivio di Stato di Brindisi.
La costruzione si presenta con la caratteristica tipologia conventuale, a quadriportico con cortile interno, dal corpo a impianto quadrangolare, al quale sono stati aggiunti locali non coevi.
Durante i suddetti interventi, l’attività amministrativa è proseguita senza rallentamenti e l’Archivio ha erogato i suoi consueti servizi all’utenza a pieno regime.
Il Direttore, nell’esprimere la sua piena soddisfazione per la realizzazione dei lavori, coglie l’occasione per annunciare che a breve verrà completata l’implementazione di un altro importante progetto volto alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive presso l’Archivio.
Il suddetto progetto verrà realizzato grazie ai finanziamenti stanziati nell’ambito del PNRR MISSIONE 1, COMPONENTE 3 – CULTURA 4.0 (M1C3) MISURA 1, INVESTIMENTO 1.2, aventi come obiettivo quello di consentire il più ampio accesso e la massima partecipazione alla cultura e ai suoi luoghi.
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