Inchiesta “Res Tauro”, i verbali di Mangione scuotono l’amministrazione di Gioia Tauro
A Gioia Tauro, il confine tra ciò che è privato e ciò che diventa inevitabilmente pubblico sembra assottigliarsi sempre di più. E quando sullo sfondo c’è un’inchiesta antimafia che investe il cuore produttivo della Piana, quel confine rischia addirittura di scomparire.
È questo il terreno sul quale si consuma l’ultimo scontro politico tra maggioranza e opposizione dopo la parziale diffusione dei contenuti dell’interrogatorio reso ai magistrati della DDA dall’imprenditore Antonino Mangione nell’ambito dell’inchiesta “Res Tauro”. Un verbale che ha inevitabilmente riacceso interrogativi e polemiche ben oltre il piano giudiziario. Perché nelle dichiarazioni dell’imprenditore emerge il racconto di un uomo che sostiene di avere subito il peso delle imposizioni della cosca Piromalli fino al punto, racconta lui stesso, di essere costretto ad assumere 18 persone indicate dal clan in cambio di quella che appariva come una forma di protezione imposta.
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