Umberto Veronesi, 100 anni dopo la sua nascita: i suoi pensieri ribelli per cambiare il mondo
Umberto Veronesi ha cambiato il mondo, più di una volta. Lo ha fatto da medico, rivoluzionando la chirurgia per il tumore al seno e aprendo la strada a una medicina più rispettosa della qualità della vita. E lo ha fatto da intellettuale visionario, con battaglie che hanno attraversato la scienza e i diritti civili: dal testamento biologico all’eutanasia, dalla lotta al fumo alla depenalizzazione dell’uso di droghe, dalla difesa degli omosessuali al disarmo.
A cent’anni dalla nascita e a dieci dalla sua morte (1925-2016), il libro «100 pensieri ribelli per cambiare il mondo» (Sonzogno), a cura della giornalista e saggista Eliana Liotta per la collana «Scienze per la vita» (in collaborazione con Fondazione Veronesi), raccoglie il cuore più controcorrente del suo pensiero. Sono idee che invitano a disobbedire – perché «l’innovazione si fonda sulla capacità di trasgredire» – e a esercitare una curiosità senza dogmi, insofferente ai perbenismi e alle ideologie.
Riletti oggi, quei pensieri sorprendono per modernità: parlano di pace e roboetica, di migrazioni come prova di civiltà, di vegetarianesimo come scelta etica e scientifica, di libertà come responsabilità. Sono semi, scrive chi li ha raccolti. Sta a noi farli germogliare.
Abbiamo letto il libro, ne abbiamo fatto un compendio, utile a mente, cuore e anima.
Il Veronesi pensiero, punto per punto
1.Sull’invecchiare: «Dare più anni alla vita e più vita agli anni»
Per Veronesi, vivere a lungo non era un’ossessione prometeica, ma un obiettivo razionale, sostenuto dalla ricerca. Il primo segreto è l’accettazione: accogliere i cambiamenti del tempo senza rimpiangere una giovinezza che, se restituita, ci toglierebbe «un tesoro di esperienza». Poi una vita attiva – muoversi, camminare, non impigrirsi – e un’alimentazione moderata, «in gran parte composta di frutta e verdura». C’è anche l’amore, «con il cuore e con il corpo»: la sessualità «è programmata per funzionare sino alla fine». E infine la curiosità, «il più forte motore dell’esistenza»: restare curiosi, sempre, è il modo più concreto per restare vivi.
2.Sul digiuno e il consumo di carne: «Digiunare ha un significato etico»
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