Ucraina, il cardinal Zuppi vede i prigionieri russi: «Il Papa vi è vicino»
Il cardinale Matteo Zuppi ha visitato il campo “Zakhid-1”, a Leopoli, Ucraina, dove si trovano i prigionieri di guerra che hanno combattuto nell’esercito russo. Dice di «portare la vicinanza di papa Leone» a chi è stato catturato.
Il presidente Cei, incontrando i detenuti, fa sapere che «il Papa prega perché la guerra possa finire il prima possibile» e si impegna affinché «tutti voi possiate tornare al più presto a casa». «Leone XIV mi ha mandato qui per essere voce di speranza in mezzo a voi e per dire che è accanto a tutti quelli che soffrono a causa della guerra». Lo scrive Avvenire, al seguito della missione del cardinale.
La missione cardinalizia in Ucraina
La missione cardinalizia in Ucraina dura quattro giorni, da lunedì 13 a giovedì 16 luglio. Andrà anche a Kiev, dopo la tappa a Leopoli, nella struttura detentiva che è stata un carcere sovietico e che adesso accoglie chi ha indossato la divisa di Mosca contro l’Ucraina.
Ragioni di sicurezza – spiega Avvenire, al seguito della missione del cardinale Zuppi – non consentono di conoscere il numero esatto dei prigionieri che il campo ospita: fonti di stampa riferiscono che si arriva anche a cinquecento. Il cardinale ne incontra decine: di molte regioni della Russia ma anche di vari Paesi. «Cinquantatré le nazioni che oggi sono rappresentate qui», gli spiegano i responsabili del complesso.
A tutti Zuppi porta i doni di Leone XIV. Tre doni. Il primo è un portachiavi con lo stemma del Pontefice. «Spero che ci possiate mettere al più presto la chiave della vostra casa», è l’augurio dietro cui si rivela l’impegno vaticano per il rimpatrio di soldati e civili di entrambi i Paesi.
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