Piemonte

Ucciso e fatto a pezzi in via Gulli, attesa l’autopsia sul cadavere – Torino Oggi


Dovrebbe essere conferito domani, martedì 29 settembre, l’incarico per eseguire l’autopsia sui resti di Fabio Colapietro, il trentanovenne trovato privo di vita e smembrato nella notte di giovedì scorso in un appartamento di via Gulli, alla periferia nord di Torino. Il cadavere dell’uomo, quando la polizia è entrata nell’abitazione, era stato trovato a pezzi e chiuso in alcuni sacchi neri.

Tre le persone finite in carcere

La Polizia venerdì sera ha proceduto all’arresto di tre persone, per le quali il Gip ha confermato la custodia cautelare in carcere. Il 26enne accusato di aver ucciso Colapietro ha raccontato che insieme alla professoressa, che abita nella casa dove il corpo della vittima è stato trovato, e a un’altra persona, avrebbero fatto uso di alcool e diverse droghe per ore fino all’arrivo dello spacciatore, la vittima. 

Alcool e droga, poi il dramma

Sempre secondo il racconto, la mattina successiva al risveglio qualcuno gli avrebbe detto che il 39enne gli avrebbe rubato dei soldi, quindi sarebbe nata una violenta lite a cui sarebbe seguita una colluttazione. Il racconto si fa più confuso quando il gip gli chiede se è lui che ha soffocato la vittima. A quel punto, infatti, secondo quanto si è appreso, il 26enne si sarebbe preso la testa tra le mani, dicendo di non ricordare cosa è successo, aggiungendo però che dopo aver tentato di rianimare la vittima per due ore, accortisi che ogni tentativo era inutile hanno pensato di disfarsi del cadavere.

A un certo punto, però, avrebbe detto il giovane, “non c’è l’ho più fatta e per questo ho chiamato mia madre a cui ho raccontato l’accaduto, dicendogli di chiamare la polizia”.




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