TuttoFood si presenta a Tokyo, ponte tra Italia e il mercato asiatico – Fiere e Eventi
Il Giappone come mercato strategico
per l’agroalimentare italiano e come piattaforma di accesso
all’intero quadrante asiatico. È questo il messaggio emerso
dalla presentazione di TuttoFood, ospitata all’Ambasciata
d’Italia a Tokyo, in vista della seconda edizione della
manifestazione internazionale che si terrà a Fiera Milano Rho
dall’11 al 14 maggio.
La manifestazione si propone come piattaforma B2B di
riferimento per l’Europa meridionale nel settore alimentare, con
una crescente partecipazione internazionale: il 30% degli
espositori proviene dall’estero e sono oltre 70 i Paesi
rappresentati. Gli organizzatori prevedono più di 100 mila
visitatori professionali, con un incremento del 20% rispetto al
2025.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il valore del
mercato giapponese per l’export agroalimentare italiano. “Il
mercato giapponese è, a livello di consumi pro capite, di gran
lunga il più importante dell’Asia ed è il secondo mercato
overseas per l’Italia”, ha spiegato l’amministratore delegato di
Fiere di Parma, Antonio Cellie all’ANSA. “Gli Stati Uniti, primo
mercato, hanno un consumo pro capite di circa 24 euro mentre il
Giappone è già a 20 euro pro capite, per un valore complessivo
di circa 2 miliardi di euro di agroalimentare”. Un mercato
caratterizzato da prodotti di alta qualità e da una
distribuzione multicanale che spazia dal retail al fuori casa.
Secondo il manager, il rafforzamento del sistema fieristico
italiano e la collaborazione tra istituzioni e imprese sono
elementi chiave per competere su scala globale. “Se vogliamo
avere in Italia una delle più importanti fiere alimentari al
mondo, dobbiamo fare un’operazione di sistema”, ha affermato,
ricordando l’accordo strategico tra Fiere di Parma e Fiera
Milano, sostenuto dal governo e da Ice Agenzia. L’obiettivo, ha
detto, non è necessariamente “fare la fiera più grande, ma
sicuramente la più bella al mondo”. L’evento milanese punterà
anche su contenuti e formazione: quasi 300 appuntamenti in
quattro giorni dedicati a professionisti del settore, con
attività di storytelling e approfondimento sul cibo di qualità.
“Il futuro dell’alimentazione – ha osservato Cellie – è fatto di
qualità più che di quantità: mangeremo meno ma mangeremo meglio.
Da questo punto di vista le culture alimentari di Italia e
Giappone rappresentano un modello perfetto”.
A sottolineare l’importanza del mercato nipponico e della
dimensione asiatica è stato anche l’ambasciatore d’Italia a
Tokyo, Mario Vattani, intervenuto durante l’incontro. “Questa è
una settimana importantissima a Tokyo, la settimana di Foodex,
che è un punto di riferimento non solo per il Giappone ma per
tutta l’Asia”, ha dichiarato. “L’Asia – ha aggiunto – è un
quadrante sempre più strategico per le nostre aziende
dell’agroalimentare. In un contesto globale in cui i mercati si
aprono e si chiudono rapidamente, dobbiamo essere sempre più
presenti qui e poter contare su un Paese come il Giappone, che
conosce i nostri prodotti e ci offre lo spazio per raccontarli”.
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