Marche

tutti presi i sette del commando che scatenarono l’inferno in A14

MACERATA Assalto con armi da guerra ai due blindati della Mondialpol, sale a sette il numero degli arrestati. Ieri mattina polizia e carabinieri hanno eseguito quattro ordini di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti pugliesi: Giuseppe D’Angelo, 54 anni, Andrea Baratto, 45 e Luigi Ferro, 57 anni, tutti di Foggia, e Francesco Caggiano Scelsi, 58 anni di Cerignola.

L’operazione

Tre di loro erano già reclusi per altri reati, uno invece, D’Angelo, era libero. A raggiungerli sono stati gli investigatori della Squadra Mobile di Macerata con i colleghi della Sezione investigativa di Ancona (Sisco), del Servizio centrale Operativo e i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Macerata, in collaborazione con la Squadra Mobile di Foggia. I quattro sono accusati in concorso di tentata rapina, tentato omicidio e ricettazione. La Procura distrettuale di Ancona contesta a tutti l’aggravante dell’agevolazione e del metodo mafioso. «È un’operazione importante perché dà una risposta di legalità in ordine a un fatto particolarmente cruento che aveva colpito l’opinione pubblica», ha tenuto a sottolineare la procuratrice di Ancona Monica Garulli.

La ricostruzione

L’inchiesta, diretta dalla Procura distrettuale di Ancona con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia, è nata dal blitz di fuoco avvenuto lo scorso 27 ottobre in A14 nel territorio di Porto Recanati dove un commando armato composto da almeno 10 persone a bordo di 5 auto rubate ha assaltato due portavalori blindati della società di vigilanza “Vedetta 2 Mondialpol” partiti dalla sede operativa di Jesi e diretti al caveau di Civitanova. Uno dei due trasportava circa 2.900.000 euro.

I banditi, tutti con passamontagna e tute bianche, avevano sparso chiodi a tre punte sulla strada e fatto mettere per traverso un Tir per evitare l’intervento delle forze dell’ordine, poi avevano esploso diversi colpi di kalashnikov AK 47 contro i blindati. Individuato quello carico di soldi avevano piazzato l’esplosivo sotto il mezzo per far deflagrare la cassaforte, il blindato si era sollevato di mezzo metro da terra, ma la cassaforte resse l’assalto.

Ne nacque un conflitto a fuoco, uno dei banditi fu ferito a una gamba e arrestato insieme ad altri due complici (per i 3 la prossima udienza dal gip si terrà il 9 settembre). Da lì scattarono le indagini di carabinieri e polizia: sono stati analizzati tabulati e telecamere, eseguiti sopralluoghi e analisi del Dna da parte della polizia Scientifica e del Ris e sono stati sentiti dei collaboratori. Incrociati tutti i dati sono stati ricostruiti i ruoli e le azioni degli indagati.




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