Tutti lavorano con professionalità e cuore, un reparto che accoglie e rassicura

Il suo nome non è nuovo alle cronache, per le sue battaglie in rappresentanza dell’associazione Asperger Abruzzo. Ma oggi Marie Helene Benedetti vuole diffondere una storia di buona sanità che la riguarda personalmente come paziente, diffondendo un ringraziamento sentito all’Ortopedia dell’ospedale Bernabeo di Ortona.
“Ci sono esperienze – racconta – che arrivano nei momenti più fragili, quando il corpo rallenta e la mente cerca un appiglio sicuro. La mia è arrivata durante un ricovero e un intervento chirurgico effettuato il 2 dicembre nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Ortona, con il team del dottor Michele Fiore. E quello che ho trovato lì dentro merita di essere raccontato”.
“In un periodo in cui si parla spesso degli ospedali solo per criticare – dice Benedetti – io voglio parlare di un reparto che fa l’opposto: accoglie, rassicura, accompagna. Un reparto dove ogni persona, ogni singola persona, dimostra cosa significa lavorare con umanità. Gli oss e gli infermieri non sono stati solo professionali: sono stati straordinariamente disponibili, ben oltre le loro mansioni”.
“Chi c’è passato lo sa: ci sono attenzioni – sottolinea – che non fanno parte del lavoro, ma della persona. Piccoli gesti che ti sorprendono, che non ti aspetti, che ti fanno sentire vista e trattata con un’umanità rara. Il personale delle pulizie impeccabile: il reparto era di una pulizia oltre ogni aspettativa, soprattutto se paragonato ad altre realtà della zona, come Chieti. Il personale di sala operatoria del team del dottor Fiore competente, rassicurante, presente nei minuti in cui la paura stringe più forte. Tutti, davvero tutti, hanno contribuito a farmi sentire al sicuro, accudita, ascoltata”.
“In un momento difficile – ricorda Marie Helene Benedetti – mi sono ritrovata in un ambiente che non solo ha fatto il proprio dovere, ma che ha saputo andare oltre, con gentilezza, cortesia e una dose di umanità che oggi è preziosa. Non è facile sentirsi ‘a casa’ in ospedale. A Ortona, nel reparto di Ortopedia, è successo. Questo è solo un grazie. Un grazie profondo, sincero, meritato. Un grazie a chi lavora con professionalità, sì, ma soprattutto con cuore. Perché quando un reparto ti protegge così, non ti cura soltanto: ti restituisce forza”.
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