Abruzzo

levata di scudi per tutelare i bambini, l’autorità garante per l’infanzia vuole incontrarli


L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza vuole incontrare i bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”, che nella giornata di venerdì 6 marzo sono stati separati dalla madre.

Marina Terragni ha scritto a tal proposito al tribunale per i minorenni dell’Aquila e ad altre autorità: “Mi farò accompagnare da consulenti indipendenti” annuncia la Garante. Le richieste di incontro sono state indirizzate, oltre che al presidente del tribunale per i minorenni, anche alla procura presso lo stesso tribunale, alla procura della Repubblica presso il tribunale dell’Aquila e alla tutrice.

Intanto la garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, in un comunicato stampa, dice la sua in merito a quanto accaduto nella giornata di venerdì: “Desidero innanzitutto chiarire – spiega – che il ruolo della Garante per l’infanzia e l’adolescenza non prevede poteri procedurali o decisionali rispetto ai provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria o dai servizi sociali. La funzione dell’autorità garante è infatti di controllo, vigilanza e garanzia dei diritti dei minori, e non consente di intervenire materialmente nei procedimenti o nell’esecuzione dei provvedimenti stessi”.

“Ciò premesso – aggiunge De Febis – non posso nascondere la mia sorpresa e la mia preoccupazione per quanto avvenuto, in particolare per le possibili conseguenze sul piano psicologico ed emotivo dei minori coinvolti. Negli ultimi mesi, questi bambini hanno già affrontato un cambiamento radicale della propria vita, con l’allontanamento dal loro contesto familiare e l’inserimento in una casa famiglia. Dai riscontri che mi sono stati riportati, i minori avevano iniziato a dimostrare segnali di adattamento alla struttura e al nuovo contesto di vita, iniziando gradualmente ad ambientarsi”.

“Lo ribadisco, come ho fatto fin dall’inizio di questa vicenda: il bene primario da tutelare deve essere la salute psicofisica dei minori. È necessario che ogni decisione che li riguarda tenga conto prima di tutto della loro stabilità emotiva e del loro equilibrio”, incalza.

“Non è pensabile che bambini già così gravemente esposti a cambiamenti e situazioni traumatiche vengano caricati di ulteriori shock, con nuovi stravolgimenti della loro quotidianità, dopo aver già cambiato radicalmente vita solo pochi mesi fa. Continuerò, nell’ambito delle mie competenze, a monitorare con attenzione questa vicenda, affinché i diritti e il benessere dei minori restino sempre al centro di ogni valutazione”, conclude De Febis.

Sulla vicenda interviene anche il presidente del consiglio regionale d’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, che esprime la posizione dell’istituzione regionale: “Di fronte a quanto accaduto il 6 marzo non possiamo che esprimere una forte e assoluta contrarietà rispetto a modalità che rischiano di incidere ulteriormente sulla stabilità e sull’equilibrio di minori. Come istituzione regionale riteniamo indispensabile che ogni decisione che li riguarda tenga conto prima di tutto della loro condizione e della necessità di garantire continuità, protezione e stabilità”.

“Quello che sta succedendo alla famiglia di Palmoli è assurdo. Come Lega, insieme al nostro leader Matteo Salvini, abbiamo seguito sin dall’inizio la vicenda con grande attenzione. Oggi assistiamo a un nuovo passaggio che lascia sconcertati. Si allontana una madre dai suoi figli e si impone a un padre la lontananza dagli affetti più cari”. Così Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale della Lega Abruzzo. “Quando si divide una famiglia – sottolinea – non si protegge nessuno. Si rischia solo di causare traumi profondi. Siamo di fronte a un’escalation di una gravità enorme e, a nostro avviso, incomprensibile. È una situazione che lascia molte domande aperte. L’auspicio, ripetiamo ancora una volta, è che si arrivi a una soluzione che tenga davvero conto del bene dei bambini e dell’unità familiare perché questa non è giustizia”

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