Lazio

turista si tuffa nella fontana, incastrata dalle telecamere

Un bagno fuori programma nelle acque più celebri del mondo, inseguendo il miraggio di una manciata di visualizzazioni sulle piattaforme social e di uno scatto da condividere in rete.

Quella che doveva essere una goliardica sfida alla prima, intensa fiammata di caldo africano sulla Capitale si trasformerà invece in un salatissimo verbale per una turista di 29 anni, originaria del Paraguay, identificata e sanzionata dagli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale dopo un tuffo non autorizzato nella Fontana di Trevi.

L’episodio si è consumato sotto gli occhi sbigottiti di centinaia di visitatori che affollavano la piazza a metà mattinata.

La giovane, incurante dei divieti e dei continui richiami alla compostezza, ha aggirato con mossa repentina i cordoni di protezione e le barriere in marmo, immergendosi direttamente nella vasca monumentale per concedersi qualche bracciata rinfrescante, mentre alcuni accompagnatori immortalavano la scena con i telefonini.

La rete dei controlli e l’identificazione elettronica

La sortita acquatica è durata solo una manciata di secondi. L’attivazione immediata degli steward preposti al presidio e al contingentamento dell’area monumentale di piazza di Trevi ha interrotto l’esibizione, costringendo la donna a riguadagnare rapidamente il bordo della vasca.

Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Locale appartenenti al I Gruppo Centro, che hanno dato il via agli accertamenti di polizia giudiziaria.

Per chiudere il cerchio attorno alla responsabile si è rivelato determinante l’incrocio delle testimonianze oculari con l’analisi dei fotogrammi registrati dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso del Campidoglio, oltre al tracciamento dei filmati brevi già rimbalzati sulle chat di messaggistica istantanea. Una volta isolato il volto della ventinovenne, gli agenti hanno proceduto alla sua formale identificazione.

Stretta sui monumenti: scatta il Regolamento di Polizia Urbana

In conformità con quanto tassativamente stabilito dalle severe norme del Regolamento di Polizia Urbana di Roma Capitale, a carico della cittadina straniera è stata elevata una sanzione amministrativa pecuniaria fissa pari a 450 euro.

Il provvedimento si somma alla lunga lista di sanzioni e successivi allontanamenti (Daspo urbani) applicati dalle forze dell’ordine negli ultimi anni per arginare il fenomeno dei bagni abusivi nei monumenti storici della città, troppo spesso scambiati per palcoscenici personali a uso e consumo del web.

Nonostante la segnaletica bilingue e il pattugliamento continuo, il richiamo dei marmi berniniani continua a spingere i visitatori a condotte illecite che l’amministrazione ha deciso di contrastare con la linea della tolleranza zero, colpendo i trasgressori direttamente nel portafoglio per tutelare l’integrità del patrimonio artistico romano.

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