Turismo, aumenta l’attrattività dei piccoli comuni – CRONACA
Nel 2026 gli oltre 2600 piccoli Comuni italiani a vocazione turistica potrebbero registrare oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% rispetto al 2025) e circa 79,9 milioni di presenze (+6,9%), mantenendo stabile la permanenza media a 3,7 giorni. Emerge dalle stime dell’istituto Demoskopika che l’Ansa pubblica in anteprima.
Flussi importanti nel loro insieme che risultano comparabili a quelli registrati in cinque grandi città simbolo di overtourism – Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli – che nel 2024 hanno concentrato complessivamente oltre 23 milioni di arrivi e 72,1 milioni di presenze.
Nello stesso periodo, l’insieme degli oltre 2.600 piccoli comuni italiani a vocazione turistica sotto i 5mila abitanti ha registrato 19,5 milioni di arrivi e 71,4 milioni di presenze.
Un raffronto che rende evidente come pochi grandi poli urbani assorbano volumi di domanda turistica analoghi a quelli generati da una rete territoriale ampia e diffusa, “mettendo in luce – sottolineano i ricercatori – il potenziale strategico dei piccoli comuni nella redistribuzione dei flussi e nella riduzione delle pressioni legate all’overtourism”.
Il turismo nei comuni turistici sotto i 5mila abitanti, inoltre, rappresenta circa il 14% degli arrivi complessivi e il 15,3% delle presenze totali in Italia. Una quota tutt’altro che marginale, che colloca l’area del cosiddetto undertourism come fenomeno strutturale e non residuale, in grado di intercettare una domanda orientata verso esperienze più sostenibili, diffuse e integrate con le comunità locali.
Proprio l’undertourism sarà il tema centrale del Terzo forum internazionale del turismo, promosso dal ministra del Turismo Daniela Santanchè e realizzato con Enit Spa, che si terrà domani e dopodomani, 23 e 24 gennaio, presso il Palazzo del Ghiaccio a Milano, a partire dalle 14.




