Trump ricorda Iryna Zarutska: “Faremo giustizia”. La mamma in lacrime, ma i dem non si alzano in piedi
Nel suo ultimo intervento al Congresso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricordato Iryna Zarutska, la giovane rifugiata ucraina uccisa lo scorso agosto durante un’aggressione su un treno a Charlotte, nella Carolina del Nord. La 23enne, che aveva lasciato il proprio Paese a causa della guerra, è stata colpita a morte mentre rientrava a casa.
Nei giorni precedenti al decesso della ragazza, il caso era stato citato anche dall’attivista e commentatore politico Charlie Kirk in un suo video. L’autore dell’omicidio, DeCarlos Brown, non era certamente uno sconosciuto, anzi: tanti, tantissimi i precedenti penali, almeno quattordici. Durante la seduta era presente la madre della vittima, Anna Zarutska, visibilmente commossa. Al suo fianco Erika Kirk, vedova di Charlie. Rivolgendosi alla madre della vittima, Trump ha affermato: “Signora Zarutska le prometto che faremo giustizia per la sua magnifica figlia, Iryna”. Il tycoon si è poi soffermato sull’aggressione, parlando di un “mostro squilibrato, arrestato una decina di volte e rilasciato su cauzione, si è alzato e ha sferrato brutalmente una coltellata al collo”.
Trump ha poi aggiunto: “Nessuno dimenticherà mai le persone su quel treno“. E ancora: “Nessuno dimenticherà l’espressione di terrore sul volto di Iryna mentre guardava il suo aggressore negli ultimi secondi della sua vita. È morta all’istante. Era sfuggita a una guerra brutale solo per essere uccisa da un criminale incallito, lasciato libero di uccidere in America ed entrato attraverso le frontiere aperte”.
La commemorazione è stata accolta da applausi da parte di diversi membri del Congresso, mentre i parlamentari democratici sono rimasti seduti, sollevando un polverone in rete.
Trump a quel punto ha sollecitato un intervento legislativo più rigoroso contro i recidivi violenti, dichiarando: “Come potete non alzarvi? Chiedo a questo Congresso di approvare una legge severa per garantire che i recidivi violenti e pericolosi siano messi dietro le sbarre. E, cosa più importante, che ci rimangano”.
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