Trump attacca l’Italia e annuncia la tregua tra Israele e Libano
«L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro». L’attacco del presidente degli Stati Uniti Donald Trump arriva mentre sul tavolo internazionale si apre un nuovo fronte diplomatico. Il riferimento è al no di Roma all’utilizzo della base di Sigonella per i voli militari americani diretti verso il Medio Oriente.
Nelle stesse ore, Trump ha annunciato un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano, già entrato in vigore. Una tregua che dovrebbe fermare i combattimenti tra Israele e Hezbollah e creare le condizioni per riaprire il dialogo con Iran. Il nodo centrale resta proprio Hezbollah, che non partecipa ai negoziati diretti e mantiene il controllo militare sul terreno.
Uno schema già visto. Anche la tregua del novembre 2024 era stata raggiunta attraverso la mediazione statunitense tra Israele e Beirut, senza una firma formale del gruppo sciita ma con un consenso ritenuto decisivo.
Nel frattempo i combattimenti nel sud del Libano non si sono mai fermati del tutto. Negli ultimi giorni sono stati coinvolti anche i caschi blu della missione UNIFIL: tre militari sono morti nell’esplosione di un ordigno. Le responsabilità restano controverse.
Il bilancio complessivo è pesante. Secondo le autorità libanesi, oltre 2.100 morti e più di un milione di sfollati; Israele conta almeno 13 soldati e due civili uccisi. E resta incerto anche il ritorno della popolazione nelle aree di confine, mentre Israele valuta il controllo di alcune zone.
La tregua si inserisce in un contesto più ampio e fragile. L’escalation tra Israele e Hezbollah ha messo sotto pressione anche l’intesa tra Stati Uniti e Iran, in scadenza nei prossimi giorni. Teheran ha chiesto di estendere il cessate il fuoco anche al Libano, ma Washington e Israele hanno respinto questa ipotesi.
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