Abruzzo

Troppi cervi in Abruzzo, agricoltura in crisi e incidenti in aumento: scatta l’allarme fauna selvatica


In Abruzzo, e in particolare nella provincia dell’Aquila, oltre il 60% dei danni all’agricoltura è ormai attribuito alla presenza dei cervi. A lanciare l’allarme è Franco Recchia, biologo e tecnico faunistico, in dichiarazioni riportate da LaPresse, che evidenziano un problema sempre più sentito anche in termini di sicurezza stradale.

“Il numero degli incidenti causati dagli ungulati è in costante aumento – afferma Recchia – e serve un’azione di contenimento urgente”. Una misura, quest’ultima, già disposta dalla Regione Abruzzo ma fortemente osteggiata lo scorso anno dalle associazioni ambientaliste.

Secondo i dati raccolti attraverso anni di monitoraggio, la densità attuale di cervi in Abruzzo è ben superiore agli obiettivi indicati dalle linee guida Ispra, fissati in 2 capi ogni 100 ettari. “La Regione Abruzzo presenta oggi alcune delle densità più elevate d’Italia”, sottolinea Recchia.

Tuttavia, al momento non risulta alcuna comunicazione ufficiale sull’apertura della caccia al cervo, né la convocazione della Consulta regionale della caccia, necessaria per approvare il calendario venatorio e avviare eventuali azioni di controllo.

“La selvaggina – aggiunge – resta una risorsa poco valorizzata, pur rappresentando una carne sana, nutriente e sostenibile. Può diventare una delle carni del futuro, ma solo se inserita in un sistema di gestione responsabile”.

Il Piano faunistico venatorio regionale evidenzia inoltre come l’eccessiva presenza di cervi possa mettere a rischio la sopravvivenza di specie vulnerabili come il camoscio appenninico, aumentando la competizione per le risorse e la mortalità giovanile.

“Non può essere il consenso emotivo, espresso attraverso appelli popolari privi di fondamento tecnico, a determinare le scelte di gestione faunistica – conclude Recchia –. Le decisioni dovrebbero basarsi su dati oggettivi e competenze scientifiche, soprattutto quando sono in gioco l’agricoltura, la sicurezza stradale e la tutela di specie simbolo come il camoscio e l’orso bruno marsicano”.


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