Sardegna

Trent’anni dalla legge sullo stupro: la mobilitazione di Nuoro parte dalle finestre

NUORO – La città di Nuoro diventa il fulcro di una nuova resistenza civile e culturale. In occasione del trentennale della legge sulla violenza sessuale (15 febbraio), che segnò il passaggio storico dello stupro da reato contro la morale a reato contro la persona, nasce il primo “Laboratorio Sardo plurale permanente No DDL Bongiorno”. L’iniziativa, che si ispira al laboratorio nazionale “consenso_scelta_libertà”, mira a contrastare una proposta di legge considerata un pericoloso arretramento sul tema del consenso.

Nuoro, manifestazione contro la violenza sulle donne (foto S.Novellu)

Nuoro, manifestazione contro la violenza sulle donne (foto S.Novellu)

IL 15 FEBBRAIO LE FINESTRE PARLERANNO –  La prima mobilitazione cittadina lanciata dal Laboratorio è un gesto dal forte valore simbolico e visivo: l’invito a tutta la cittadinanza di appendere fuori dalle finestre, nella giornata di domani 15 febbraio, un lenzuolo bianco. Che sia candido o arricchito da una parola o uno slogan, il lenzuolo vuole trasformare le abitazioni private in spazi pubblici di testimonianza, rendendo visibile una presa di posizione netta: “il consenso è libertà, il consenso è scelta, il consenso è diritto”.

UNA CONQUISTA DA DIFENDERE –  Trent’anni fa l’Italia compiva un passo decisivo nel riconoscimento della dignità della persona; oggi, secondo i promotori del Laboratorio, quella conquista rischia di essere svuotata di significato. Lo spazio aperto e collettivo appena nato unisce realtà femministe, transfemministe, centri antiviolenza e singoli cittadini con l’obiettivo di difendere il principio fondamentale secondo cui “senza consenso è stupro”.

OLTRE IL SIMBOLO: UN PERCORSO DI RIFLESSIONE –  Quella dei lenzuoli non rimarrà un’iniziativa isolata. Il Laboratorio plurale permanente ha già annunciato che seguiranno assemblee pubbliche e momenti di approfondimento per costruire una risposta consapevole e condivisa contro le derive legislative attuali. In un clima di crescente attenzione verso i diritti civili, Nuoro sceglie dunque di esserci, portando la discussione dai luoghi istituzionali alle finestre e ai quartieri, per far sì che la voce della città non resti inascoltata.


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