Piemonte

Tre specie di insetti osservate per la prima volta nelle Aree protette della Valsesia

VALSESIA – I monitoraggi dell’Ente di gestione delle Aree protette della Valsesia, nel Vercellese, hanno recentemente individuato tre specie di invertebrati mai osservate prima nel parco, sulle quali sono stati raccolti dati significativi. Si tratta delle farfalle Ninfa delle torbiere (Coenonympha oedippus) e Maculinea del timo (Phengaris arion) e del coleottero Morimo funereo (Morimus asper).

La Maculina del timo

Il maschio di Maculinea del timo è stato osservato in Val Vogna.

Il ciclo biologico di questa specie, spiega l’Ente, è particolarmente complesso: durante lo sviluppo larvale dipende inizialmente da specifiche piante nutrici e successivamente da formiche del genere Myrmica. Questa relazione rende la specie sensibile ai cambiamenti nella struttura e nella gestione dei prati. Ulteriori ricerche permetteranno di definirne meglio la distribuzione e la consistenza della popolazione locale.

La Ninfa delle torbiere

La Ninfa delle torbiere (Coenonympha oedippus), farfalla rara e minacciata a livello europeo, è stata rilevata per la prima volta nell’Area protetta nel parco naturale del Monte Fenera (confluito nel 2012 insieme al Parco Naturale Alta Valsesia nel nuovo Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia) nel 2023. I monitoraggi promossi dal Parco negli anni successivi hanno permesso di approfondire la conoscenza della popolazione e di seguirne l’andamento.

Nel 2026 sono stati conteggiati 65 esemplari. La popolazione appare in condizioni demografiche relativamente buone sulla base dei conteggi effettuati, ma rimane isolata e caratterizzata da una limitata capacità di dispersione. La Ninfa delle torbiere è legata ai prati umidi in cui abbondano le piante del genere Molinia. L’abbandono delle pratiche tradizionali, l’avanzata della vegetazione arbustiva e la diffusione di specie vegetali esotiche possono ridurre la qualità dell’habitat. «Per questo sono importanti interventi mirati, come il contenimento della vegetazione legnosa e lo sfalcio periodico, da realizzare con modalità compatibili con il ciclo biologico della farfalla» – così Lucia Pompilio, direttrice del Parco e naturalista – «Interventi che stiamo attivando con fondi del Ministero dell’Ambiente dedicati alla conservazione della biodiversità».

Il Morimo funereo

Il Morimo funereo è tra i coleotteri il cui ciclo vitale dipende, nei boschi, dalla presenza di alberi maturi e legno morto.

A fine aprile 2026 un individuo è stato osservato dal guardiaparco nel Parco naturale del Monte Fenera. La specie non era ufficialmente nota per il Parco.

«Il monitoraggio degli invertebrati non serve soltanto a compilare elenchi di specie» – commenta ancora Lucia Pompilio – «ci permette di capire quali ambienti siano ancora idonei, quali pressioni li minaccino e quali interventi possano favorirne la conservazione. Dai prati montani alle zone umide, fino ai boschi con alberi maturi e legno morto, ogni ambiente ospita comunità specializzate che meritano attenzione».

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