Marche

Travolto e ucciso sulla Statale, patteggia la pena il turista che investì Patrizio Bartolini di Castel di Lama

MARTINSICURO – Stava andando al lavoro la mattina in cui la Lancia Delta condotta da un turista 57enne ha svoltato senza dare la precedenza e l’ha centrato. Lui era a bordo della sua moto Ducati.

La dinamica

Nell’impatto è stato sbalzato dalla sella ed è finito in un fossato sul ciglio della strada. Quando i soccorsi sono arrivati Patrizio Bartolini, 53 anni di Castel di Lama, in provincia di Ascoli, era ancora vivo. E lo è rimasto per altri sei giorni da quel tragico 4 agosto del 2024, quando poi, trasportato d’urgenza e in condizioni ormai gravi all’ospedale di Teramo, è stato posto in rianimazione in coma indotto fino al momento in cui, però, accertata la morte con i criteri neurologici da un collegio medico che ha svolto un periodo di osservazione di sei ore, è stato dato l’avvio all’espianto dei suoi organi per la successiva donazione. Ieri, quell’automobilista 57enne che all’epoca si trovava in vacanza nel teramano ha patteggiato la pena, sospesa, ad un anno e 4 mesi di reclusione per omicidio stradale. Il giudice Marco Procaccini ha deciso pure la sospensione della patente per 6 mesi. I familiari della vittima, che erano assistiti dall’avvocata Alessia Moscardelli, visto il rito alternativo non si sono potuti costituire parte civile. L’incidente che poi si è rivelato mortale è avvenuto in prossimità dell’intersezione con via Civita, sulla statale 16 a Martinsicuro. Così com’è emerso anche dalla perizia cinematica effettuata in fase di incidente probatorio, l’automobilista, che procedeva in direzione di marcia nord – sud, ha svoltato a sinistra senza dare la precedenza a Bartolini che, in moto, viaggiava in senso contrario. Dopo la sua morte, però, sono state salvate altre vite e questo perché il 53enne aveva dato l’assenso alla donazione degli organi in occasione del rinnovo della carta d’identità. L’ultima volontà rispettata dai suoi familiari. Lui era anche un donatore di sangue. Una persona altruista che in questo modo ha reso speciale anche un momento così tanto dolore. Quando, una settimana dopo l’incidente, il 10 agosto, l’equipe medica ha accertato la morte con i criteri neurologici, al Mazzini sono arrivate le equipe da Napoli per prelevare il fegato, da Padova per il cuore e dall’Aquila per i reni e le cornee in quella che è stata una corsa contro il tempo con il personale sanitario impegnato su più fronti. Bartolini ha lasciato tre figli, due dei quali minorenni. Ma anche un grande ricordo di sé tra chi lo ha conosciuto. Era molto conosciuto ad Ascoli dove per anni aveva diretto un negozio di elettronica nel centro commerciale “Al Battente” prima di trasferirsi altrove.

L’appello

Il figlio maggiore ha pure tentato sui social, senza riuscirci però, di avere notizie dei pazienti che hanno ricevuto gli organi di suo padre. Ma nessuno si è fatto avanti. Probabilmente non se la sono sentita. Questo non significa che non gli siano immensamente grati perché è impossibile non esserlo con chi, familiari compresi, apre il proprio cuore ad un gesto di così tanta generosità. Lo ricorda sempre la direzione ospedaliera ogni volta che in seguito ad una morte avviene una donazione di organi.




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