Trasporto pubblico in Umbria: verso il biglietto unico regionale: Perugia detta le condizioni

La giunta comunale di Perugia ha approvato un pacchetto di osservazioni formali in merito all’adozione, da parte della Regione Umbria, del nuovo Piano di bacino e del nuovo Sistema tariffario per il trasporto pubblico regionale e locale. Il provvedimento, che segna un passaggio cruciale verso l’istituzione del titolo di viaggio unico regionale denominato “Unico Umbria”, mira a garantire che la transizione al nuovo sistema avvenga senza penalizzare l’efficienza del servizio e le finanze del Comune di Perugia.
L’obiettivo regionale è superare la frammentazione attuale, offrendo ai cittadini un unico titolo di viaggio valido su tutti i mezzi del trasporto pubblico locale: bus urbani ed extraurbani, impianti a fune (come il Minimetrò di Perugia e la funicolare di Orvieto) e, in una seconda fase, anche i treni regionali.
Il cuore della riforma è il “Unico Umbria”, un sistema tariffario a zone (57 in tutta la regione) dove il prezzo del biglietto è proporzionale al numero di zone attraversate. Per il capoluogo, la zona tariffaria include sia Perugia che il limitrofo comune di Corciano, ricalcando l’attuale bacino del titolo “Unico Perugia”.
Il nuovo tariffario prevede diverse tipologie di titoli, dal biglietto ordinario (che passerà dagli attuali 1,50 euro a 1,80 euro per la corsa singola in urbana, comprensivo del “supplemento capoluogo”) agli abbonamenti, con nuove agevolazioni per studenti, over 65, invalidi civili e sconti progressivi per i membri dello stesso nucleo familiare.
Pur accogliendo positivamente la semplificazione e l’integrazione del sistema, l’amministrazione comunale di Perugia ha sollevato diverse criticità tecniche ed economiche. La principale fonte di preoccupazione riguarda l’impatto delle nuove tariffe sui ricavi del Minimetrò. Il Piano economico finanziario della concessione per il periodo 2026-2031 è stato approvato prima dell’introduzione del nuovo sistema. Per questo, il Comune chiede un impegno formale della Regione a garantire la copertura dei ricavi stimati per gli anni in cui il “Unico Umbria” sarà operativo (presumibilmente dal 2028), quantificando il rischio potenziale in circa 3,25 milioni di euro per il solo 2031.
Il regolamento prevede che il sovrapprezzo applicato alle tariffe per i capoluoghi vada interamente al servizio automobilistico urbano. Perugia ritiene questa scelta squilibrata, poiché il Minimetrò contribuisce in modo significativo alla mobilità cittadina. La richiesta è che tale supplemento venga ripartito equamente tra bus e Minimetrò.
L’articolo che prevede adeguamenti tariffari in caso di “esigenza degli operatori di raggiungere l’equilibrio economico” è giudicato pericoloso. Il Comune teme che un operatore in difficoltà su un lotto extraurbano possa innescare un aumento generalizzato delle tariffe, penalizzando ingiustamente i cittadini di Perugia, il cui servizio urbano ha storicamente un buon rapporto ricavi/costi.
Viene chiesto di esplicitare che, fino alla seconda fase di attuazione, il titolo “Unico Umbria” non sarà valido sui treni regionali (eccezion fatta per le tratte interne al comune di Perugia), per evitare ambiguità nel meccanismo di ripartizione degli introiti (il cosiddetto “clearing”).
Per evitare una frammentazione penalizzante nel riparto dei ricavi, il Comune chiede che i servizi automobilistici di Perugia e le principali linee di collegamento con Corciano vengano considerati come un unico “servizio urbano”, anziché come entità separate.
Un aspetto rilevante emerso dalla delibera è lo slittamento temporale. Inizialmente previsto per giugno 2026 (coincidente con l’avvio della nuova gara per l’affidamento dei servizi), l’entrata in vigore del nuovo sistema tariffario è stata posticipata al giugno 2028. Questo ha comportato, ad esempio, la decisione di non installare le attuali macchine emettitrici di biglietti alle fermate della futura linea Brt, in quanto sarebbero risultate obsolete prima ancora di essere utilizzate.
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