«Tra la sospensione della prima nomina e la deliberazione, il Dg del “Mancinelli” ha ottenuto i requisiti?» L’interrogativo di Screpanti
«Il Presidente del Mancinelli, nel tentativo di non entrare nel merito della contestazione sollevata dal consigliere regionale Cesetti, successiva alla nostra segnalazione fatta a tutti gli organi competenti, sposta l’attenzione su altri argomenti e ricorre a toni e bassezze che ricordano la recente campagna elettorale, che evidentemente, per l’attuale maggioranza, nonostante la vittoria, non sembra essere ancora terminata».
E’ la controreplica del capogruppo di opposizione di Montelparo, nonché ex sindaco, Marino Screpanti alla nota con cui il presidente dell’istituto Mancinelli, Baglioni, e il cda replicavano, appunto al consigliere regionale dem che ha sollevato dubbi sulla regolarità della nomina del direttore generale dello storico istituto.
«Vi è un elemento che riteniamo particolarmente significativo e sul quale sarebbe opportuno fare piena chiarezza. Lo stesso Presidente del Mancinelli, infatti, aveva sospeso la prima nomina, chiedendo al Direttore Generale designato un’integrazione documentale. Tale integrazione, per quanto ci risulta – l’affondo di Screpanti – non sarebbe stata prodotta. Nonostante ciò, il Consiglio di Amministrazione ha successivamente deliberato nuovamente la nomina del medesimo soggetto, ancora una volta in presenza di pareri tecnici e contabili negativi. A questo punto la questione è molto semplice e non può essere elusa spostando il dibattito su altri terreni. La domanda è una sola: nel periodo intercorso tra la sospensione della prima nomina e la successiva deliberazione, il Direttore Generale ha acquisito i requisiti che precedentemente non possedeva? È questa la domanda alla quale il Presidente del Mancinelli non ha dato risposta, quindi, si evince che il Direttore generale non è in possesso dei requisiti per ricoprire tale ruolo. Nel suo comunicato, invece, il Presidente sembra essersi preoccupato maggiormente di arringare i propri sostenitori e di alimentare una contrapposizione politica, piuttosto che fornire una risposta chiara e documentata alla questione sollevata. Confidiamo, pertanto, che siano gli organi competenti a fare piena luce sulla vicenda e che lo facciano in tempi brevi, nell’interesse esclusivo della regolarità e della trasparenza dell’attività del Mancinelli. È questa, e soltanto questa, la motivazione che ha spinto il gruppo consiliare di minoranza a segnalare le anomalie evidenziate nell’interrogazione presentata da Cesetti. Non una battaglia politica, dunque, ma la richiesta di verificare che un atto amministrativo di particolare rilevanza sia pienamente conforme alla legge e che l’attività dell’ente possa proseguire nel rispetto delle regole e nell’interesse della comunità. Qualora le irregolarità dovessero essere confermate, va da sé che il CdA del Mancinelli non potrà che essere rimosso».
Source link





