Tpl, a bordo del bus Amt linea 7: viaggio sul 18 metri che collega il centro con alla Valpolcevera
Genova. Basta un intoppo in una delle strade a senso unico o a una corsia che costellano il percorso della linea 7 Amt per mettere in crisi una tratta che, è doveroso dirlo, difficilmente viene percorsa integralmente dagli utenti (la metropolitana è un punto di forza della bassa Valpolcevera), ma che su certi orari rappresenta l’unico servizio pubblico da Brin verso monte. È il caso, per esempio, della fascia oraria tra le 8 e le 10 in cui c’è un buco nella copertura dei treni per chi ‘va controcorrente’ ossia dal centro verso la periferia. Due ore di vuoto. Idem in senso inverso dalle 9 alle 11: niente treni tra Pontedecimo e il centro città.
Genova24.it, dopo la linea 1, ha provato a testare il servizio di un altra tratta ad alta frequentazione e di lunga percorrenza: il bus che da via Fanti d’Italia a Principe porta a Pontedecimo attraversando Sampierdarena e tutta la Valpolcevera. La linea 7 non rientra nel progetto dei cosiddetti Assi di forza.
È martedì 22 settembre e il bus mette in moto alle 8:55 al capolinea di Principe. Davanti è appena partito un altro mezzo da 18 metri su cui campeggia la scritta Bolzaneto. C’è poca gente a bordo. Il primo stop è per un imprevisto che mette in crisi non solo la linea 7, ma anche l’1 e il 20: nel sottopasso che da via Milano porta in via di Francia uno dei nuovi filobus ha perso un pezzo del sistema di alimentazione elettrica che è caduto su uno scooter senza provocare danni, ma il collega che precede l’autista del nostro autobus non ha fatto in tempo ad avvisare di non prendere il tunnel e si resta fermi in attesa di sapere come procedere.
Alle 9.07 i due 18 metri diretti in val Polcevera imboccano il bivio a sinistra del tunnel e svoltano in via Albertazzi. Incrociano così il traffico in uscita dal porto. Il provvisorio divieto di svolta a destra (causa lavori) al semaforo all’incrocio con via Balleydier che riporterebbe in via di Francia, costringe i mezzi a salire sull’elicoidale e a svoltare verso via Cantore all’altezza dell’autogrill.

La deviazione
Il percorso del 7 prevederebbe il passaggio in via Buranello, ma visto il problema in via di Francia l’autista procede in via Cantore. Sono le 9.23 e viene anche riorganizzato il cambio del guidatore con una comunicazione dal telefono di bordo prima di arrivare alla fermata di piazza Montano (non quella usuale). Il bus arriva al cambio con 25 minuti di ritardo.
I passeggeri a bordo non si sono lamentati, chi invece aspettava in via Buranello probabilmente si sarà domandato cosa stesse succedendo.
Ecco via Fillak, sono le 9.33 e si registra qualche rallentamento causa furgoni in carico e scarico sull’unica corsia di marcia. Il traffico però è scarso. Nel frattempo un altro 7 è passato avanti perché avvisato del problema al tunnel per tempo. I segni rossi della ‘pista ciclabile’ sono necessariamente invasi dal mezzo perché l’alternativa sarebbe un frontale con chi procede in direzione opposta.
Il 7 arriva in via Canepari a Certosa (senso unico). Sono le 9.38 e gli spazi della corsia gialla che è segnalata da cartello dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 16 alle 20 (manca invece la segnaletica orizzontale) sono già tutti occupati da auto in sosta regolare. C’è un po’ di traffico ma nessun blocco e si arriva in via Celesia a Rivarolo alle 9.43. Basta però un’auto parcheggiata dove non dovrebbe per rallentare il viaggio. Sul fronte opposto ci sono diverse persone in attesa e a breve si capisce perché.
Degli scavi nell’unica corsia disponibile a Teglia, invece, creano coda in entrambe le direzioni. Il flusso veicolare è regolato da movieri e a beneficiarne sono i mezzi che vanno verso monte, probabilmente un numero minore rispetto a chi percorre il senso inverso e il bus riesce a transitare all’incrocio con via Maritano solo alle 9.52.

La coda a Teglia
Visto che sono tre i 18 metri in fila a causa del problema in via di Francia, i posti a sedere restano sempre parecchi. Si arriva all’altezza dell’ex ospedale Pastorino a Bolzaneto alle 9.59 e a sorpresa l’autista annuncia che il bus va fuori servizio, probabilmente per recuperare il ritardo accumulato. I pochi passeggeri rimasti scendono e si attende il mezzo successivo, che arriva alle 10.08 con ancora dei posti a sedere.
Il traffico resta accettabile e i lavori all’altezza di via Rio Fulle a San Quirico non impattano troppo sul traffico: il bus arriva al capolinea di Pontedecimo alle 10.25: a un’ora e mezza dalla partenza.
Da Pontedecimo a Principe, cambia l’affollamento
Alla fermata di piazza Pontedecimo, la prima dopo il capolinea, la palina dell’Amt segna da diversi minuti un 7 in arrivo entro un minuto. Sono le 10.46 e ci sono diverse persone in attesa. Compare un 18 metri fuori servizio che provoca diversi mormorii di disappunto, ma l’immediato arrivo di un altro autobus placa gli animi.
Il traffico, in questa prima parte di ritorno, si concentra soprattutto all’altezza della casa di comunità di Bolzaneto (l’ex ospedale Pastorino). In piazza Savi salgono parecchi studenti e il 7 si riempie all’inverosimile, con alcuni passeggeri che rinunciano a salire. La stessa cosa succede in via Reta. A Teglia (ore 11.13) la coda è meno impattante rispetto all’andata, il traffico si è diradato anche verso Genova, ma resta il disagio di un viaggio su un bus troppo affollato.
Qualche studente scende alla fermata Rivarolo 1 e in via Jori a Certosa (ore 11.22), senso unico a scendere, si torna a un riempimento accettabile. Il 7 arriva in via Cantore a Sampierdarena alle 11.33. Le corsie gialle del primo tratto sono, come da regolamento, riservate solo sino alle 9 del mattino e poi convertite a parcheggi, ma in questo caso non se ne sente la mancanza. Il bus procede spedito e alle 11.48 arriva al capolinea di via Fanti d’Italia. A un’ora dalla partenza.




