Caso Manchester City, l’hacker dietro alla condanna del club: “Allacciate le cinture”
È il giorno del suo trionfo. Di rivendicare quanto fatto, svelato, di sentirsi un eroe. Rui Pinto, l’hacker che con migliaia di documenti privati, e-mail e messaggi ha portato ad aprire le indagini sugli affari finanziari del Manchester City, dopo anni in cui si è discusso se fosse un eroe o un traditore, un arresto, anni sotto protezione, si sente l’eroe del momento.
Quando si è saputo che la Premier League, dopo due anni di indagini, ha condannato il club dello sceicco Mansour bin Zayed al Nahyan, della famiglia reale di Abu Dhabi, lui esulta e aspetta che questo primo scossone diventi un terremoto parlando di integrità, frode colossale, risarcimento: “Alcuni club inglesi – scrive su X – hanno richiesto una consulenza legale per verificare se possano avanzare una richiesta di risarcimento, e hanno tutto il diritto di farlo. L’integrità delle competizioni a cui ha partecipato il Manchester City è stata gravemente compromessa da quando sono iniziati questi schemi finanziari. Non stiamo parlando di qualcosa di isolato o insignificante, ma di una frode su scala massiccia, addirittura colossale”. E aggiunge, citando con perfida ironia Pep Guardiola, ex tecnico del City: “Allacciate le cinture”.


Il furto delle mail
Come ha fatto Pinto a mettere nei guai un colosso come il City? Le indagini sono state aperte dopo un’inchiesta di Der Spiegel nel 2018. E al settimanale tedesco chi li ha passati? Lui, Rui Pinto, che da casa sua a Budapest entra nell’account mail del club e invia i materiali sotto pseudonimo. In totale, si parla di 70 milioni di documenti e di 3.4 terabytes di informazioni. Da quell’inchiesta il City viene accusato di una vasta gamma di violazioni del regolamento, incentrate su presunte irregolarità come l’aver gonfiato i ricavi da sponsorizzazione provenienti da società collegate ed effettuato altri pagamenti “fuori bilancio” per aggirare le normative finanziarie.
L’arresto e la vita sotto protezione
Da allora la vita di Pinto diventa più che complicata: viene arrestato e condannato a quattro anni. E da allora collabora, è sotto protezione e deve cambiare frequentemente “case sicure”. Comprensibile che per Pinto sia il giorno del trionfo. Che racconta così: “Una decisione storica per il calcio inglese, e una che viene a incoronare il lavoro di Football Leaks. Oggi tutti sappiamo che attraverso manipolazioni strutturali e manovre finanziarie, il Manchester City non ha semplicemente aggirato le regole, le ha trasformate in una mera formalità, sfidando qualsiasi tentativo di preservare l’integrità della competizione. Quella frode meticolosamente orchestrata sarà finalmente soggetta a punizione, e l’impatto non sarà solo turbolento, ma veramente devastante per i Citizens.
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