Calabria

Tirocinanti calabresi in piazza a Catanzaro bloccano il ponte Morandi. In mille attendono ancora la stabilizzazione

«Oggi siamo scesi nuovamente in piazza, a Catanzaro, bloccando il ponte Morandi. Abbiamo incontrato il Prefetto e chiesto anche a lui un intervento determinato affinché le istituzioni e la politica si siedano finalmente a un tavolo e mettano un punto definitivo a una vertenza che si trascina da anni». E’ quanto si legge in una nota dellaUSB Federazione del Sociale Calabria.

«Negli ultimi mesi – esordisce la nota sindacale – migliaia di tirocinanti hanno finalmente visto riconosciuto il proprio lavoro attraverso percorsi di stabilizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Un risultato importante, conquistato grazie alle continue mobilitazioni e alla capacità di non arrendersi. La vertenza, però, è tutt’altro che conclusa. Sono ancora circa mille le lavoratrici e i lavoratori esclusi dai processi di stabilizzazione. Uomini e donne che, dopo anni di servizio nella pubblica amministrazione, continuano a essere trattati come fantasmi. Lavoratori e lavoratrici con famiglie e responsabilità sulle proprie spalle, che per anni hanno garantito servizi essenziali alla cittadinanza e contribuito concretamente al funzionamento di interi comparti della pubblica amministrazione. Senza il loro lavoro, in questi anni, molti servizi pubblici avrebbero avuto enormi difficoltà a garantire continuità e qualità. La scorsa settimana siamo scesi in piazza a Lamezia Terme per rivendicare una misura semplice e concreta, che può essere realizzata se esiste una precisa volontà politica da parte della Regione Calabria: un sostegno al reddito immediato per tutta la platea degli esclusi e la definizione di un percorso, con tempi certi, che conduca alla stabilizzazione nel settore pubblico, esclusivamente nel settore pubblico».

«La vertenza dei tirocinanti – prosegue la nota dell’USB – rappresenta una delle espressioni più evidenti della precarietà lavorativa che continua a colpire il territorio calabrese. Non è più accettabile che persone che hanno lavorato per anni nei servizi pubblici continuino a vivere nell’incertezza e senza una prospettiva occupazionale stabile. Allo stesso tempo, per gli idonei in attesa dello scorrimento delle graduatorie, chiediamo un’accelerazione delle procedure e che venga consentito alle amministrazioni locali dello stesso comprensorio di attingere alle graduatorie dei Comuni limitrofi, così da utilizzare pienamente le professionalità già selezionate e disponibili. La Regione Calabria e le istituzioni competenti hanno oggi la responsabilità di dare risposte concrete. La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori continua. Non ci fermeremo fino a quando anche l’ultimo precario non avrà ottenuto una risposta e una prospettiva di stabilizzazione».


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