Piemonte

Ticino-Lago Maggiore, i superpoteri di un sistema fragile


Ticino-Lago Maggiore, i superpoteri di un sistema fragile è una mostra fotografica di Marco Tessaro, che si compone di frame video estratti da riprese in alta definizione e immagini emblematiche raccolte durante i progetti di conservazione ambientale che lo hanno coinvolto negli anni, portati avanti dai parchi e da altri attori che fanno capo al governo del territorio, alle competenze scientifiche e tecniche, e a iniziative che hanno avuto l’obiettivo di coniugare la divulgazione scientifica con la proposta culturale.

La mostra verrà inaugurata domenica 13 settembre alle ore 16 presso il Mulino Vecchio di Bellinzago Novarese, nell’ambito del programma culturale “Proteggiamo la natura con la cultura” proposto dall’Ente di gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore, e sarà visitabile fino al 4 ottobre nei giorni e orari di apertura al pubblico del Mulino (tutte le domeniche, dalle ore 14:30 alle 18:30).

Per l’occasione, abbiamo intervistato l’autore per conoscere il suo sguardo sulla natura e la biodiversità. Ecco cosa ci ha risposto. 

Marco, come nasce la tua passione per la fotografia e in particolare per quella naturalistica?

La fotografia naturalistica per me è stata in primo luogo il mezzo di catturare e trasmettere l’incanto suscitato dal volo potente di un picchio nero, dai colori di un prato montano nella tarda primavera, dalle sfumature dei colori dei paesaggi fluviali, che passano dall’azzurro trasparente dell’acqua, al color seppia del greto, fino al verde cupo della foresta sullo sfondo.

Nel corso del tuo lavoro, hai rilevato qualche cambiamento naturale che ti ha particolarmente colpito?

Purtroppo nel tempo mi sono reso conto di come i comportamenti umani stanno mettendo a repentaglio i sistemi ambientali, causando perdita di biodiversità, deforestazione, crisi climatica, consumo di suolo, nonché svariate forme di inquinamento, e il mio lavoro con le immagini tramite la fotografia o i documentari è anche diventato un modo di esprimere l”enorme sdegno suscitatomi da questo atteggiamento suicida del genere umano.

E rispetto a quanto denunci, anche con i tuoi lavori, secondo te quali possono essere le solzuzioni da mettere in campo?

Il mio percorso professionale è in gran parte guidato dalla necessità, che avverto come persona, prima ancora che professionista, di descrivere progetti di conservazione, miglioramento e ripristino degli ecosistemi che scienziati, ricercatori e tecnici, coadiuvati sempre più spesso dal mondo del volontariato con iniziative di citizen science, stanno mettendo in atto nel tentativo di opporsi al degrado di origine antropica.
Questa concreta ricerca di una via alternativa che scaturisce da enti parco, università, musei, associazioni e numerosi altri soggetti credo che meriti tutta l’attenzione di chi oggi si occupa a vario titolo di comunicazione ambientale.

Quale legame hai con i territori in cui realizzi i tuoi lavori?

Ho la fortuna di lavorare quasi esclusivamente in aree naturali protette, alcune delle quali frequentate fin da quando ero ragazzo, come quelle che tutelano le due sponde del Ticino.
Poi, durante il mio lavoro, nel corso degli anni, ho avuto modo di conoscere e scoprire altri ambienti interessanti, dal Mediterraneo alle Alpi.

Il legame che si crea con territori così ricchi di valori paesaggistici e naturali è incredibilmente forte perché forti sono le emozioni che sanno evocare, tanto che cerco di frequentare questi ambienti anche durante il tempo libero, lasciando a casa l’attrezzatura, quanto meno le videocamere e le macchine fotografiche più ingombranti.

 

Chi è Marco Tessaro

Marco Tessaro collabora da oltre vent’anni con Enti di gestione delle Aree protette, Associazioni di conservazione della natura, Università, Istituti di ricerca ambientale e altri soggetti territoriali (Regioni, Province e Musei) lavorando su progetti di analisi e comunicazione ambientale, realizzando video documentari e reportage fotografici sul tema della conservazione della biodiversità, dell’ecologia del territorio, anche in chiave storica, e della sensibilizzazione ambientale.

Tra i vari riconoscimenti ottenuti in carriera, ha ricevuto il premio “Ezio Monti”, al 38° Sondrio Festival – Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi, conferito da Italia Nostra Lombardia per il documentario “La natura dell’acqua“, realizzato nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera “PARCHIVERBANOTICINO” e prodotto dall’EGAP Ticino Lago Maggiore. 

Gran parte dei lavori di Marco Tessaro sono pubblicati sul sito www.marcotessaro.it 

 


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