Cultura

The Lemon Twigs – Live @ Locomotiv Club (Bologna, 02/10/2026)

Martin Schumann / Wikipedia, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

“Look For Your Mind!” è l’avventura numero sei sulla lunga distanza per i Lemon Twigs pubblicata lo scorso maggio via Captured Tracks ed è proprio questo nuovo disco a portarli ancora una volta nel vecchio continente: sono ben tre le loro date nel nostro paese a questo giro e si inizia stasera in via Serlio a Bologna (domani saranno alla Largo Venue di Roma e lunedì 5 alla Santeria Toscana 31 di Milano).

I fratelli Michael e Brian D’Addario da Hicksville, New York, accompagnati dalla loro live band, composta da Danny Ayala (tastiere, chitarra) e Reza Matin (batteria, chitarra, basso), arrivano sul palco della venue di via Serlio quando l’orologio segna quasi le nove e quaranta, dopo l’esibizione dei Plastic Family.

Proprio come era successo due anni fa nel loro concerto all’Estragon, anche stasera il loro live viene aperto da “My Golden Years”, uno dei numerosi estratti da “A Dream Is All We Know” (2024): subito ci portano indietro nel tempo con atmosfere che vagano tra il british dei Beatles e il sole della California dei Beach Boys con splendide armonie, melodie fragranti e delicate e chitarrine jangly che sono una vera delizia.

Si procede, mentre i fratelli D’Addario si scambiano spesso i main vocals – e in altre occasioni li condividono – ecco la vecchia “The One”, piena di scampanellanti e nostalgiche tonalità dai sapori inglesi condite da abbondanti schitarrate.

Il primo estratto da “Look For Your Mind!” della serata in realtà arriva abbastanza tardi ed è “2 Or 3″: una malinconia dai sentimenti gentili ci porta indietro di almeno 60 anni (e forse più) con grandi armonie e una delicatezza davvero apprezzabile.

Anche “Any Time Of The Day”, da “Everything Harmony” (2023), ha più di un elemento dai sapori retrò con un falsetto elegante e la presenza dei synth, mentre “Look For Your Mind” conquista il pubblico felsineo con le sue deliziose melodie ’60s, sprigionando allo stesso tempo una maggiore energia chitarristica rispetto alla sua versione su disco.

In “Ghost Run Free”, Brian invita i presenti a cantare insieme a loro ed è sempre un’emozione godere di queste sensazioni melodiche cristalline e pure, sebbne sempre nostalgiche.

Il mainset si chiude con una doppietta davvero interessante composta da “Fire And Gold” che, non solo ci porta nuovamente indietro nel tempo, ma ci fa navigare su gradevoli territori psichedelici, e da “Rock On (Over And Over)”, che scalda la folla emiliana con la sua intensità rock old school.

Nemmeno un minuto ed è il solo Brian a tornare sul palco accompagnato appena da una chitarra acustica: il musicista statunitense ci offre tre canzoni gentilissime in questa versione scarna, tra cui la recente “Joy” che, pur spogliata, riesce a entrare dei cuori dei tanti presenti con quei suoi sentimenti.

Ci sono poi ancora due pezzi full-band, “Foolin’ Around” e la cover di “No Matter What You Do” dei Love, dove i Lemon Twigs ci mostrano la loro parte più elettrica, rock e intensa, dopo un set incredibilmente delicato.

In appena ottanta minuti i fratelli D’Addario ci hanno fatto fare un meraviglioso viaggio nel passato con tanta nostalgia: se qualcuno li critica per le loro tonalità retrò, che sono comunque evidenti, il valore della loro musica risponde per loro. Come ha scritto il collega Giuseppe Loris Ienco nella recensione di “Look For Your Mind!”, “poche volte il già sentito ha raggiunto tali livelli di qualità” e il concerto di stasera ne è stata la dimostrazione.


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