Terra Viva, bene spinta a innovazione in riforma Ue del settore vitivinicolo – Vino
(V, “Via libera finale dei Paesi Ue…” delle 10,54)
Terra Viva, Associazione Liberi
Produttori Agricoli, accoglie con favore l’adozione da parte
dell’Unione Europea del nuovo regolamento di riforma del settore
vitivinicolo, che introduce strumenti aggiornati per rafforzare
la resilienza climatica, sostenere l’innovazione e rispondere ai
cambiamenti dei mercati e dei consumi. “L’Unione Europea manda
un segnale importante al mondo del vino – commenta Claudio
Risso, presidente nazionale di Terra Viva – riconoscendo che il
settore vitivinicolo non può essere lasciato solo di fronte alle
sfide della crisi climatica, della volatilità dei mercati e
dell’evoluzione della domanda. È una riforma che va nella
direzione giusta perché prova a tenere insieme competitività,
sostenibilità e semplificazione”.
La nuova impostazione introduce maggiore equilibrio tra
produzione e mercato, più flessibilità nella gestione dei
potenziali viticoli, un rafforzamento degli strumenti di
sostegno agli investimenti ambientali, con contributi europei
fino all’80% dei costi ammissibili. “Il sostegno all’adattamento
climatico – afferma Risso – è un passaggio decisivo perché
riconosce il ruolo dei viticoltori come presidio del territorio.
Ora però è fondamentale che queste misure siano realmente
accessibili anche alle imprese medio-piccole”.
Terra Viva valuta positivamente anche l’introduzione delle
etichette digitali e il riconoscimento ufficiale dei vini
dealcolati e a ridotto tenore alcolico. “L’innovazione –
commenta il Presidente nazionale – non va demonizzata, ma
governata. Può essere un’opportunità se resta saldo il legame
con identità, qualità e valore del vino europeo. Meno burocrazia
sull’export significa più competitività. Le imprese hanno
bisogno di accompagnamento sui mercati internazionali, non di
nuovi ostacoli amministrativi. Nessuna riforma funzionerà
davvero se non si rafforza la posizione dei produttori nella
catena del valore. Servono consulenza, formazione e strumenti di
accompagnamento: la transizione non può gravare solo sugli
agricoltori”.
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