Le reazioni dopo l’arresto del poliziotto Carmelo Cinturrino, Salvini: “Chi sbaglia in divisa paga di più”
Sul caso di Carmelo Cinturrino, il poliziotto arrestato per omicidio volontario del pusher ucciso a Rogoredo, non mancano i commenti del mondo politico.
A sera interviene anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Leggo con sgomento gli ultimi sviluppi sull’uccisione di uno spacciatore nel noto “boschetto della droga” di Rogoredo”. La premier assicura che “con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili”.
“La giustizia – conclude – farà il suo corso e confidiamo che sia determinata, anche perché – a differenza di quello che leggo – non esiste alcuno “scudo penale”.
Tra i primi a parlare, il ministro dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, che fa marcia indietro rispetto ai commenti delle settimane precedenti: “Penso alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Quindi se fosse confermato il suo comportamento criminale sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa. Detto questo, chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più”.
Il vicepremier prosegue: “Io come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa”.
Sulla vicenda il leader della Lega era stato sempre molto netto nelle sue affermazioni, contestando a più riprese l’inchiesta sul poliziotto. Per esempio: “Sono dalla parte del poliziotto senza se e senza ma”; “Un poliziotto si difende, il balordo muore, l’agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato!”; “Più legittima difesa di così. Ritengo davvero ingeneroso, eccessivo, gratuito che il pm abbia aperto un fascicolo per omicidio volontario”.
La segretaria del Pd Elly Schlein chiede che il leader della Lega e la premier si scusino: “È una tragedia su cui si è innescata subito una speculazione politica da parte della presidente del consiglio Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca”.
Piantedosi: “Vicenda affrontata senza scudi immunitari”
Sul caso interviene anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Grazie alla questura di Milano per il lavoro svolto con la procura della Repubblica che ha consentito di fare chiarezza su quanto accaduto a Rogoredo. La polizia di Stato ha al suo interno un patrimonio di principi e valori tali da essere in grado di affrontare anche casi molto dolorosi come questo, sempre dimostrando rigore, trasparenza, professionalità e senso dello Stato, con una fedeltà esclusiva alla legge”.
“Dissi nell’immediatezza dei fatti che la vicenda sarebbe stata affrontata senza scudi immunitari per nessuno e così è stato – sottolinea -. Le nostre forze di polizia infatti sono perfettamente in grado di fare giustizia anche al proprio interno”.

Pd M5S e Avs chiedono informativa a Piantedosi
Sul caso Rogoredo Avs, M5S e Pd chiedono un’informativa urgente del ministro Piantedosi: “Questa informativa è necessaria non solo per difendere l’onorabilità della polizia di Stato, che ha gli anticorpi per difendersi, perché svolge una funzione democratica al servizio del Paese, ma perché riteniamo che il governo e in primis il ministro Piantedosi deve chiarire l’uso politico che è stato fatto dal governo e dalla maggioranza per piegare questa vicenda agli interessi politici di questo Governo”, spiega Angelo Bonelli di Avs. “Un quarto d’ora dopo che era accaduto” il fatto “avete provato a mettere una norma nel decreto sicurezza che garantisse l’impunità per questi fatti. Volevate il modello Ice, il modello della polizia di Trump, che ammazza le persone per strada”, aggiunge il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi.
Furfaro (Pd): “Cosa dice ora Bignami?”
Il deputato del Pd Marco Furfaro su X scrive: “Era il 29 gennaio, tre giorni dopo i fatti di Rogoredo. E a Dritto e rovescio, il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, si scagliava contro i magistrati per aver osato indagare il poliziotto responsabile dell’omicidio e i suoi colleghi. ‘Questo si gira, gli punta una pistola, il poliziotto gli spara, ahimè lo uccide, e la magistratura lo indaga per omicidio volontario’. Poi, gran finale: ‘Io da avvocato dico che questo non è giusto e dico anche che se si vuole cambiare questa giustizia bisogna votare sì al referendum’. Solo che poi quella giustizia lì, quella cattiva, quella ingiusta, quella da cambiare col referendum, ha fatto il suo lavoro. E ha scoperto un po’ di cose”.
“Tipo che la pistola non aveva le impronte della vittima e sarebbe stata piazzata lì – prosegue -. Tipo che la vittima stava al telefono, non puntando un’arma. Tipo che l’agente pare si facesse pagare il pizzo dai pusher. Delle cosette, insomma. Cosa dice oggi il capogruppo di Fratelli d’Italia? Tutto questo lo sappiamo perché un pm ha aperto quel fascicolo che Bignami voleva impedire. Votate sì, diceva, ‘e cambiate questa giustizia’. Che tradotto significa: votate sì e un caso come Rogoredo non verrà mai più scoperto. Grazie, Bignami. Come spot per il no non avremmo potuto fare di meglio”.
Bonelli (Avs): “Meloni e Salvini chiedano scusa”
Per Angelo Bonelli di Avs lLa presidente Giorgia Meloni, insieme a Matteo Salvini, deve chiedere scusa agli italiani per le bugie raccontate al solo scopo di criminalizzare i magistrati e alimentare la loro campagna referendaria. Il caso del poliziotto di Rogoredo ne è un drammatico esempio”.




