Termovalorizzatore, Bucci in pressing su Salis: “Noi vogliamo farlo, Amiu deve partecipare”

Genova. La mancata partecipazione di Amiu all’avviso esplorativo della Regione per l’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti è “un passo indietro“. È il commento del presidente ligure Marco Bucci all’indomani dell’annuncio dell’assessora Silvia Pericu in consiglio comunale: “Noi vogliamo che si faccia il termovalorizzatore. Mi auguro che ci ripensino e che vadano avanti in quest’ottica – aggiunge il governatore -. Certamente Amiu è la componente fondamentale perché ha il grosso del volume della raccolta dei rifiuti, quindi Amiu deve partecipare“.
Il Comune aveva chiesto una proroga di 180 giorni, ma la Regione non l’ha concessa. “Allo stato attuale Amiu, in quanto società in house, è impossibilitata a partecipare non avendo un partner industriale come previsto dal bando“, ha spiegato l’assessora Pericu, chiarendo tuttavia che nulla impedisce di presentare in futuro una proposta di project financing, anche se rimangono in piedi diverse criticità rilevate dagli uffici di Tursi.
“Può darsi che sia solo un segnale di pigrizia — ha scherzato Bucci interpellato dai cronisti a margine di un convegno della Uil — ma non è questo il discorso. Io sinceramente non l’ho capito il perché. Comunque, ognuno è libero di fare quello che vuole. Noi andiamo avanti perché i cittadini liguri, e soprattutto i genovesi, se vogliono ridurre la Tari hanno bisogno del termovalorizzatore“.
I termini per inviare la manifestazione di interesse all’Agenzia regionale dei rifiuti scadono il 21 febbraio: tra una decina di giorni, quindi, si saprà quali sono le aziende interessate a costruire un impianto per chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria, inceneritore o waste-to-chemical. La taglia minima era stata ritoccata a 220mila tonnellate all’anno, una modifica che avrebbe aperto le porte proprio all’ipotesi Scarpino. Sul tavolo da mesi, però, ci sono pure alcune aree in Val Bormida, tanto che l’opposizione in Regione considera ormai certo che la giunta Bucci abbia individuato quell’area come ottimale.
D’altro canto un impianto lontano da Genova potrebbe rivelarsi non risolutivo per il capoluogo a causa degli extra costi per il trasporto dei rifiuti, a maggior ragione se realizzato e gestito da un soggetto diverso da Amiu. La sindaca Silvia Salis potrebbe liberarsi di una patata bollente rispetto ai rapporti con la sua coalizione, ma rischierebbe di lasciare in eredità ai genovesi una Tari ancora più alta di quella attuale.
Proprio per studiare gli effetti sulla Tari dei vari scenari impiantistici si attendono i risultati dell’analisi che Amiu ha commissionato allo studio Ramboll: “Su dati di questo genere – ha detto Pericu – saranno assunte responsabilità e saranno scelte soluzioni che possano portare benefici reali alla città che vogliamo rappresentare e che rappresentiamo”




