Calabria

Tania aveva chiesto aiuto ed è morta, l’appello di Matilde Lanzino: «Perché i tribunali arrivano sempre tardi?»

«Tania aveva chiesto aiuto. Ed è morta». Parte da queste parole l’intervento di Matilde Spadafora Lanzino, madre di Roberta Lanzino e presidente della Fondazione Roberta Lanzino, che torna a chiedere risposte rapide ed efficaci davanti alle denunce delle donne vittime di violenza.

Un appello lanciato anche a nome dell’attività portata avanti attraverso il Centro antiviolenza e la Casa rifugio della Fondazione, ma soprattutto a nome «di tutte le donne ferite, morte o non morte».

«Perché la risposta dei tribunali non è arrivata in tempo?»

Il punto centrale della riflessione è racchiuso in una domanda rivolta direttamente alla giustizia: «Perché la risposta dei tribunali non è arrivata in tempo? E ancora: perché la risposta dei tribunali arriva sempre tardi?».

Matilde Spadafora Lanzino richiama il fatto che Tania aveva denunciato, ma ciò non è bastato a salvarle la vita. E il problema, sottolinea, non riguarda soltanto i casi che terminano in tragedia: «Anche quando la donna non muore, ugualmente la risposta dei tribunali deve essere rapida. Perché non lo è?».

La richiesta: «Risposte rapide, concrete e risolutive»

La Fondazione riconosce la natura strutturale della violenza maschile sulle donne e la necessità di un cambiamento culturale profondo, una vera e propria «rivoluzione copernicana» delle menti. Un percorso che, però, richiederà inevitabilmente tempo.

Ed è proprio nell’attesa di questo cambiamento che, secondo Lanzino, non si può permettere che le richieste di protezione delle donne restino intrappolate nella lentezza burocratica. «Lasceremo le storie delle donne “poltrire” nella lentezza di una dormiente burocrazia che, in realtà, ha già gli strumenti in mano per essere celere?», domanda.

Da qui una richiesta netta: «Risposte rapide, concrete, risolutive, tangibili». Un appello rivolto alle istituzioni giudiziarie affinché gli strumenti già esistenti vengano utilizzati con tempestività quando una donna denuncia una situazione di violenza o di pericolo.

«Intanto noi, ovviamente, continueremo a lottare da tutte le angolazioni possibili», conclude Matilde Spadafora Lanzino, ribadendo l’impegno della Fondazione Roberta Lanzino al fianco delle donne vittime di violenza.


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