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Tagli per 3.917 cattedre di potenziamento nei prossimi tre anni: il 18% in Campania. I dati in anteprima per regione [TABELLE]

La programmazione triennale degli organici docenti elaborata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito conferma una linea già emersa nel decreto relativo al 2026-2027: i posti comuni restano sostanzialmente invariati, mentre prosegue la riduzione dei posti di potenziamento, considerata dall’amministrazione una conseguenza della progressiva diminuzione della popolazione scolastica.

I dati Ministeriali fotografano l’evoluzione degli organici fino all’anno scolastico 2028-2029 e mostrano come il principale intervento di razionalizzazione riguardi proprio il potenziamento introdotto con la legge 107 del 2015.

Oltre 2.500 posti di potenziamento in meno nel triennio

Nel 2026-2027 il contingente nazionale dei posti di potenziamento scende a 48.795 unità, rispetto alle 50.202 dell’anno precedente.

La riduzione proseguirà anche negli anni successivi:

Nel giro di tre anni il sistema scolastico perderà quindi 3.917 posti di potenziamento rispetto all’organico del 2025-2026.

Considerando invece il periodo 2026-2027 / 2028-2029, la riduzione prevista è pari a 2.510 posti.

I posti comuni rimangono invariati

Diverso il quadro relativo ai posti comuni dell’organico dell’autonomia.

La tabella ministeriale prevede infatti una sostanziale stabilità del contingente nazionale:

L’intervento di contenimento della spesa e di adeguamento alla dinamica demografica viene dunque concentrato quasi esclusivamente sui posti di potenziamento.

L’organico complessivo scenderà sotto quota 661 mila

La conseguenza diretta della riduzione del potenziamento è il progressivo calo dell’intero organico dell’autonomia.

Secondo la bozza ministeriale:

Il sistema perderà quindi 3.917 posti complessivi nell’arco del triennio.

Campania e Lombardia guidano i tagli

Le regioni che registrano le riduzioni numericamente più consistenti sono quelle che dispongono degli organici più ampi.

In Campania il potenziamento passa:

  • da 5.491 posti nel 2025-2026;
  • a 5.290 nel 2026-2027;
  • a 5.090 nel 2027-2028;
  • fino a 4.790 nel 2028-2029.

La perdita complessiva è pari a 701 posti.

Anche la Lombardia registra una riduzione significativa:

  • 7.176 posti nel 2025-2026;
  • 6.993 nel 2026-2027;
  • 6.795 nel 2027-2028;
  • 6.537 nel 2028-2029.

Il saldo finale è di 639 posti in meno.

Seguono:

  • Sicilia (-456);
  • Lazio (-443);
  • Veneto (-315);
  • Emilia-Romagna (-365);
  • Puglia (-472).

Le regioni più piccole subiscono riduzioni contenute

Nelle regioni caratterizzate da una minore popolazione scolastica il ridimensionamento è più limitato.

Tra i casi più evidenti:

  • Basilicata: da 784 a 705 posti (-79);
  • Molise: da 543 a 535 (-8);
  • Umbria: da 988 a 907 (-81);
  • Friuli-Venezia Giulia: da 1.138 a 1.069 (-69).


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