Liguria

Svelato il masterplan del parco sportivo Granarolo-Begato, per la mini funivia si attende il progetto

Genova. Presentato per la prima volta in commissione consiliare nel Municipio Centro Ovest il masterplan del futuro Sport Park Granarolo-Begato, il parco verticale che la giunta Salis vuole realizzare insieme alla mini funivia per i forti come variante al progetto originario che prevedeva il sorvolo sul Lagaccio.

“Un parco per i genovesi, non per i croceristi, e la funivia sarà un’infrastruttura al servizio di questa visione – ha ribadito l’assessore alle Infrastrutture Massimo Ferrante -. L’opzione zero non esiste: le imprese ci stanno venendo dietro da 16 mesi, altrimenti sarebbero già pronte a partire e, in caso contrario, noi dovremmo pagare le penali rischiando il danno erariale“. Nell’auditorium del centro civico Buranello anche esponenti del comitato Con i piedi per terra e residenti di Granarolo che hanno ribadito la loro contrarietà e hanno accusato l’amministrazione in carica di non aver mantenuto le promesse.

Ad oggi “non c’è un progetto, ma solo uno studio”, ribadiscono Ferrante e l’architetto Giacomo Gallarati, dirigente della Progettazione del Comune: “Garantiamo che si può fare, ma serve un ultimo passaggio col ministero, poi l’istruttoria durerà mesi”. E in effetti sono ancora numerose le incognite, a partire dai costi dell’operazione e dalla loro copertura: se per la funivia si potranno usare i 40,5 milioni del finanziamento del ministero della Cultura per la riqualificazione dei forti, per il parco al momento non c’è nulla. L’assessore Ferrante ipotizza “un mix di fondi ministeriali, finanziamenti europei e risorse private attraverso percorsi di partenariato” e riferisce che “sono arrivate diverse manifestazioni di interesse da realtà nazionali”.

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I tempi? “Non ci corre dietro nessuno”, risponde l’assessore ricordando che la scadenza è quella del piano nazionale complementare al Pnrr, cioè il 2029. Allo stesso tempo viene sottolineato che rinunciare alla funivia, oltre alle penali dovute alle aziende appaltatrici Doppelmayr e Collini già in possesso di tutte le autorizzazioni, significherebbe mettere a rischio l’intero finanziamento, compresi i 29,5 milioni per il sistema dei forti.

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Il masterplan del parco sportivo

Nell’ipotesi studiata da Tursi la funivia partirebbe dalla penultima stazione della cremagliera di Granarolo (dove c’è il passaggio a livello) e arriverebbe a Forte Begato. Un “sistema multimodale” che dovrebbe essere completato col potenziamento della cremagliera stessa (c’è già un finanziamento europeo disponibile per Amt) e un ascensore di collegamento con via Doria.

La funivia fungerebbe da impianto di risalita per il comprensorio sportivo da realizzare tra Granarolo e Forte Begato. La zona delle ex batterie, da tempo abbandonata, verrebbe adibita a punto di accesso del sistema, con funzioni di accoglienza, strutture museali, centro informativo per i visitatori e attrezzature sportive (come skate park e pump track per mountain bike). Il piano contempla anche la realizzazione di un parcheggio per i visitatori.

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Sul versante collinare, oltre ai sentieri, tutti i percorsi tecnici per mountain bike, downhill, cross country, enduro e handbike, con l’obiettivo di tenere separati tutti i flussi. Si parla anche di attrazioni outdoor come zip-line e ponti tibetani. Sono previste opere di tutela ambientale con ripristino dei terrazzamenti originari, rimboschimenti e sistemazione della rete naturale di convogliamento delle acque si superficie.

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Forte Begato, infine, sarebbe il fulcro di tutti i circuiti e il cuore pulsante del parco con servizi ricettivi e museali, area eventi, attrezzature outdoor e accesso alla stazione a monte della funivia. A disposizione i 7mila metri quadrati del pratone e i 2.400 metri quadrati dell’arena. Nella parte occidentale del forte verrebbero collocati i servizi igienici, una trattoria e un book cafè con affitto di sdraio per il relax all’aperto.

Sull’assetto del parco verrà aperto comunque “un percorso partecipato sul modello seguito per via Ardoino – ha confermato Ferrante -. Saranno i cittadini a decidere le funzioni esatte, questa è un’ipotesi progettuale”.

Le proteste dei comitati e del centrodestra

“In campagna elettorale si è detto più volte di non fare la funivia, non di non farla sul Lagaccio, vi pregherei di avere un po’ di onestà storica – ha detto Antea Guzzi, riferimento del comitato Con i piedi per terra che da sempre si batte contro l’infrastruttura -. Non sappiamo se i soldi basteranno, perché i costi si conosceranno solo col progetto esecutivo. Siete mai stati a Granarolo a fare un sopralluogo? Quella zona, che dite voler far diventare un parco anche per famiglie, ha una pendenza notevole, è esposta al caldo e al vento. Inoltre il Parco delle Mura è un’area protetta, mi sembra difficile realizzare un parco con attività sportive come downhill senza impattare sulla flora e la fauna locale”.

“La funivia non serve – ha ribadito Simonetta Mazzi, residente ed ex consigliera del M5s -. Granarolo non è Canazei e Forte Begato non è la Marmolada. Chi ha votato Salis si aspettava che l’opera non si facesse, l’opzione di pagare le penali era stata presa in considerazione. E poi chi la gestirà? Quanto costerà il biglietto?”. Perplessità condivise anche da altri abitanti del nucleo storico, preoccupati per l’impatto dell’opera sulle case.

E non sono mancati gli scontri con l’opposizione di centrodestra. “Abito a Granarolo – ha premesso Gianluca Rondoni di Vince Genova – e già prima avevo qualche perplessità. Se i turisti volessero venire sulle alture, la cremagliera sarebbe sovraccaricata”. Andrea Ferrari (Lega) e Lucia Gaglianese (Fratelli d’Italia) hanno lamentato il mancato coinvolgimento del Municipio finora. “Le mezze misure non ci stanno bene, il progetto della giunta Bucci stava in piedi”, ha aggiunto il leghista Davide Rossi.

“Mi stupisco che diventino paladini della partecipazione persone che non l’hanno minimamente esercitata – la replica secca di Ferrante -. Io sono qui a risolvere un problema creato dall’amministrazione precedente. I dubbi dei cittadini sono dubbi che ho anch’io“. E sulla gestione futura dell’impianto ha risposto con altre domande: “Quanto sarebbe costato il biglietto per la funivia del Lagaccio? E Amt come avrebbe fatto?“. Interrogativi che in effetti rimangono aperti, in attesa di definire il progetto vero e proprio.

 




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