Marche

Lido Tre Archi, palazzine horror: «Spaccio, occupazioni e katane»


FERMO Androni dei palazzi trasformati in latrine. Occupazioni. Bivacchi. Trombe delle scale usate come dormitori improvvisati da persone sfinite dalla droga, spacciatori che si muovono come ombre e ceffi minacciosi che i residenti «non osano nemmeno guardare in faccia, per non correre il rischio di essere accoltellati»: è il racconto di Silvia Iommi, che a Lido Tre Archi gestisce numerosi condomini.

Il peggio

«Denuncio queste situazioni da vent’anni – spiega Iommi – ma è tutto inutile.

La situazione peggiora e defecare negli androni non è più un’eccezione. Qui capita di tutto: smontano le scatole da incasso della corrente per nascondere bustine di droga. Buttano la spazzatura dalla finestra. Sembra che nessuno possa fare niente».

La geografia del degrado unisce da est a ovest vari punti del quartiere, da via Segni « dove nella palazzina R11 negli androni si vedono facilmente katane e coltelli» a via Bachelet «dove la palazzina R7 è stata riqualificata con il bonus 110% ed è già preda di atti vandalici», da via Tobagi a via Marilungo fino a via Paleotti: «in questi posti le occupazioni di appartamenti non sono infrequenti – continua Iommi, riferendo di famiglie del nord che hanno acquistato casa qui, un mercato di seconde case fiorente specie negli anni ’70 che in inverno lascia però intere porzioni di edifici disabitate «in sessanta metri quadri possono accamparsi anche sei persone. Oppure, come accaduto nella palazzina “R5” di via Paleotti, la casa può finire in fiamme. Io stessa qualche tempo fa ho avvisato una proprietaria che la sua abitazione era stata occupata. Nella palazzina R4 di via Marilungo ci sono tante situazioni del genere».

La legge

Intanto, il pugno duro della Questura seguito alle tre aggressioni ai poliziotti avvenute tra domenica e martedì ha portato alla denuncia di due assalitori e all’espulsione di un terzo ma, soprattutto, ad una presenza più tangibile delle forze dell’ordine nelle strade. «Ma è inutile – spiega Renzo Paccapelo, presidente di Confabitare, che da anni si batte contro il degrado della zona – avrebbero dovuto aprire i garage dove si nascondono gli scooter rubati, controllare le occupazioni.

Anche le telecamere (a Lido Tre Archi ci sono 70 delle 182 spycam installate a Fermo, ndr) in fondo servono a poco, perchè i criminali sanno come non farle funzionare. A me, per esempio, hanno vandalizzato l’auto venti giorni fa e la telecamera era stata rotta». Negli anni nel quartiere sono state messe in campo iniziative sociali e creati spazi di aggregazione: «Sono stati attivati qui 8,5 milioni di investimento – continua Paccapelo – lei sa dove sono finiti?»




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