Sull’isola di Skye l’estate è un brivido gaelico

Ogni viaggio a Skye, l’isola più grande nell’arcipelago scozzese delle Ebridi interne, dovrebbe cominciare sempre dal faro di Neist Point sulla punta più occidentale, nei pressi della cittadina di Glendale. Si raggiunge, infatti, attraversando un emozionante sentiero a strapiombo sulle scogliere circostanti, in compagnia delle pecore che pascolano libere, mentre le onde potenti e indomabili sbattono contro questa lanterna alta 43 metri sul livello del mare, la cui luce risulta visibile fino a 16 miglia nautiche dalla costa. Bisogna aguzzare la vista perché in questi mesi estivi si avvistano da quassù perfino le balene. Certamente le Fairy Pools, un incastro di pozze di acqua blu situate sui pendii settentrionali della catena montuosa delle Black Cuillin formate dall’Allt Coire a’ Mhadaidh, e il Quiraing, ovvero un canyon formatosi nella dorsale di Trotternish in seguito a una frana che ha involontariamente e magnificamente, disegnato alte scogliere, altipiani nascosti e pinnacoli rocciosi rappresentano le meraviglie più assolute dell’isola. Sarà soprattutto la sua gente, in ogni circostanza pubblica, a conquistare il cuore dei viaggiatori. Specialmente scegliendo di prendere parte ai festival popolari organizzati appositamente per far scoprire l’anima locale. Gli eventi più attesi dell’estate, a tale proposito, sono il Seall Festival of Small Halls, in programma sino al 31 ottobre, un carnet di musica, teatro, narrazione e attività artistiche comunitarie in scenari unici delle Highlands. E il Fèis an Eilein, previsto dall’11 al 18 luglio, quando viene celebrata la ricchezza della cultura gaelica in ambito musicale con canti e concerti strumentali.
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